Redazione

Copenhagen | Nido di COBE

Uno spazio di 1.927 m² ispirato ad una serie di piante in vaso per un nuovo asilo a Copenaghen. Lo studio COBE in collaborazione con gli architetti paesaggistici PK3 e gli ingegneri D.A.I. ha ripensato questo suolo urbano progettando una moderna struttura day-care con capienza di 160 posti destinata a bambini da 0 a 6 anni.

Il complesso è stato concepito per mantenere caratteristiche di sicurezza e intimità per i bambini, da qui il carattere raccolto tipico di un villaggio. L’architettura si compone di 5 volumi sovrapposti, che condividono un ampio spazio ricreativo circondato da un recinto di lamelle rosse in laterizio disposte verticalmente, echeggianti lo stile e il colore dei mattoni orizzontali tipici del quartiere. La forma risulta sinuosa e flessibile in armonia con il preesistente skyline.

Il progetto, portato a termine nel 2014 partendo da un’area verde composta da alcuni alberi sparsi nella zona residenziale del “De Gamles By”, ha ottenuto il riconoscimento del Mies Arch 2015. Il design razionale e compatto dall’esterno, si sviluppa all’interno con ampi spazi total white e piani collegati da rampe metalliche a spirale. L’ambiente, volutamente privo di angoli, risulta luminoso e ordinato, teso a rispondere efficientemente sia all’esigenza di funzionalità quotidiana che all’attività dei piccoli ospiti.

Marne-la-Vallée | Espace Bienvenue di Pargade

Prato ondulato a Marne-la-Vallée, una nuova cittadina a 20 km da Parigi. Si chiama Espace Bienvenue in memoria di Fulgance Bienvenue ed è un progetto di 35.300 mq a firma di Jean-Philippe Pargade costato € 95 milioni.

Le “radici” in cemento armato delle distese verdeggianti sono sede polivalente di laboratori, uffici, aule, impianti sportivi e un ristorante di un campus Cité Descartes di ingegneria civile. Unità vetrate in un’architettura a volta, che si avvale di tecniche spesso riferite a costruzione di ponti. Dal punto di vista ambientale il suo design si armonizza con lo spazio circostante, offrendo quasi sette ettari di verde in contrapposizione con l’edilizia del contesto urbano.

Il progetto integra sistemi di bio-climatica per il risparmio energetico, la struttura è orientata verso il sole per massimizzarne l’esposizione con metodi di ventilazione naturale, tecniche di raccolta dell’acqua piovana e materiali isolanti. Il suo riscaldamento e rinfrescamento è geotermico, dato da un impianto idrico sotterraneo; principio che si avvale del suo concept naturale e cioè di una perfetta struttura viva che nasce dal sottosuolo.

Immagini di Sergio Grazia e in copertina Luc Boegly.

Marrakech | Dar Darma

Atmosfera suggestiva da mille e una notte, charme ed intimità marocchina sono le caratteristiche inconfondibili del Dar Darma, sito nell’antico Riad del quartiere Moqf, nel cuore della medina di Marrakech.

Prestigiosa dimora del XVIII sec. di proprietà di due italiani, recentemente restaurata salvaguardando gli elementi di pregio che decorano gli interni come le volte in legno dipinto a mano, preziosi gessi, portali antichi, pavimenti a scacchiera, lussuosi arredi e decori su muri non intonacati, ma stuccati secondo lo stile marocchino tadelakt, un rivestimento murale a base di calce brillante e impermeabile, nonché preservare le spesse mura per godere della quiete assoluta, lasciando fuori il vociare affascinante ma anche stressante di commercianti e artisti.

Lussuosissimo e dal design inconfondibile, gli interni del Dar Darma sono in stile marocchino rivisitato in chiave moderna, dove coesistono forti elementi della tradizione e pezzi di contemporaneità; per viaggiatori esigenti, che amano la quiete e circondarsi da ricercate bellezze, dispone di 4 suite e 2 appartamenti arredati da forniture minimal chic e decori dalle tinte terrose e calde. Un patio circondato da colonne con al centro un bacino d’acqua, tipico nelle antiche abitazioni nobiliari del Marocco e terrazze ombreggiate da tende e dalle viste panoramiche che guardo sui tetti delle case della Città Rossa, il Palazzo Reale e il minareto della Moschea Koutoubia fino all’orizzonte con il contorno delle catene dell’Atlante. Un’area pranzo curata dallo chef Maria, che organizza anche corsi di cucina fornendo un modo divertente per imparare nuove e tipiche ricette, una zona sole con lettini ed una piscina, ideale per rinfrescarsi nelle ore più calde. Al piano terra, infine, non poteva mancare il tradizionale Hammam, elemento culturale di tendenza per le nuove strutture a 5*lux.

Kiev | Simple di Brandon

Stile casual naturale per il ristorante Simple, in centro Kiev, a firma dello studio di progettazione Brandon in collaborazione con l’interior designer Anna Domovesova, che oltre agli interni ha sviluppato il nome, il logo e il corporate identity.

Un ristorante/fast-food per una clientela giovane che ama la cucina semplice ed originale con ingredienti locali e di stagione. Il nome del ristorante esprime il suo spirito volutamente up-to-date, perché il focus era non entrare nei meccanismi di esclusività e di classificazione del tipo vegetariani, vegani o da fattoria. Dopo diverse varianti, il nome in “Semplice” è stato il più appropriato per la sua veste mininal senza supporti di testimonial, simboli o altro.

In uno vecchio edificio a mattoni, la sala principale del ristorante originariamente era un passaggio dalla strada al cortile, che ne caratterizza l’insolita e progettualmente complessa forma molto stretta (16 m longitudinali e 2,7 m trasversali). Colori naturali e materiali “poveri” come il legno, il compensato o la carta sono la base dell’ambiente di questo ristorante che nell’arredamento si ispira al redesign dove dei rastrelli da giardino sono gli appendiabiti, dei taglieri sono i menu per le bevande e le lampade sono delle bottiglie di plastica riciclate.

Lione | Musée des Confluences di Coop Himmelb(l)au

Sito su una penisola artificiale alla confluenza dei due principali fiumi della regione, il Musée des Confluences a Lione, in Francia ha aperto al pubblico poco prima di Natale.

46.476 m² di superficie lorda, progettata da Coop Himmelb (l) au per ospitare la collezione del museo di storia naturale di oltre 2,2 milioni di oggetti. L’architettura dell’edificio è composta da una serie di forme irregolari e di elementi sporgenti, tutti elevati su una piazza pubblica, mentre gli spazi interni sono collegati da una struttura a ponte curvatura. Il viaggio attraverso la struttura è su tre sezioni principali note come The Crystal, The Cloud e The Plinth, che dividono le nove sale espositive, la biblioteca / negozio, l’ingresso per il pubblico verso i due auditorium con 327 e 122 posti a sedere e gli ambiente di lavoro per classi, conferenze e riunioni.

“Le sue forme chiare e leggibili rappresentano il mondo in cui ci muoviamo ogni giorno. La nube, invece, contiene la conoscenza del futuro. Quello che si sa e ciò che è da esplorare sono intesi in Musée des Confluences come design dello spazio sperimentale per stimolare la curiosità del pubblico”, così come viene descritto il gateway iconico dal rappresentante dello studio austriaco, l’architetto Lupo D Prix.

Mangiare, bere e divertirsi a Berlino

È difficile da definire la cucina tipica di Berlino. Per decenni essa è stata influenzata dai due lati della Germania stessa; quella orientale e quella occidentale, nonché dai paesi vicini come la Francia, la Polonia e dai flussi migratori turchi, anche italiani, che da sempre la caratterizzano. La conseguenza di questo mix di culture è la nascita di sapori unici. Continue Reading

Wuhan | Wanda Movie Park di Stufish Entertainment

Lo studio di architettura Stufish Entertainment Architects ha recentemente completato il Movie Park Wanda, il primo cinema al coperto (100.000 m²) più grande al mondo.

Costato $ 690.000.000 il Wanda Movie Park è stato progettato per il Dalian Wanda Group con lo scopo di ospitare diverse attrazioni cinematografiche e multi-dimensionali di ultima generazione, tra cui sale 4D e 5D, un teatro di volo, spettacoli dal vivo immersivi ed interattivi, nonché uno spazio dedicato al teatro. Il Wanda Movie Park è soprannominato “Campane d’oro” per il suo design, che trae ispirazione da una reliquia locale di 2.000 anni fa chiamata appunto campane Wuhan Bianzhong. 24 sono in totale le campane (la più alta è di 60 m d’altezza) che compongono la struttura dell’edificio generando nell’insieme una forma ondulata. La facciata è coperta da 11.000 pannelli in alluminio verniciati in fluorocarbonio dorato autopulente e realzzati tutti su misura. Inoltre, strisce di LED riempiono i vuoti 10 cm tra le file orizzontali dei pannelli, dando all’edificio, di notte, un effetto avvolgente e un bagliore vibrante.

A livello strada, nelle aree interne adibite per i ristoranti e le strutture commerciali, sono previste delle superfici vetrate che permettono viste generose fronte lago. Solo l’ingresso dell’edificio, che sorge in una campana vuota, è appena oltre una grande tettoia senza colonne. Il concept design dell’edificio, infine, ha seguito con particolare attenzione le tradizioni delle pratiche agricole della provincia di Hubei, in cui la cittadina di Wuhan si trova, con la progettazione di una piantagione sul terrazzo, posti a sedere all’aperto e giochi d’acqua.

Tatebayashi | L’Angolino di Geneto

Piccole finestre triangolari che forano il tetto multiforme del ristorante italiano L’Angolino a Tatebayashi nella prefettura di Gunma in Giappone.

A firma del quintetto di architetti nominato Geneto di Kyoto, la struttura monoscocca a punta di 60,95 mq vuole presentarsi come un’icona urbana rivoluzionaria di architettura contemporanea.

L’esterno monocromatico è coperto da uno strato impermeabile e liscio di plastica. Gli interni del ristorante sono in multistrato, lasciati volutamente a vista. Il tetto a punta disegna le diverse aree all’interno del ristorante, dove i posti a sedere per gli ospiti sono proprio sotto la vetta più alta mentre la cucina e il bar sono sotto ad un picco più basso. E la cucina e la sala sono nella stessa stanza, per creare un aspetto vivace tra chef e clienti.

Le immagini sono di Yasutake Kondo per concessione di Geneto.

L’Aia | Suite Novotel di Constance Guisset

Architettura semplice e colori delicati per dare agli ospiti del nuovo Suite Novotel a L’Aia nei Paesi Bassi, una sensazione di intimità come a casa.

Concept Design francese dei Constance Guisset finalizzato a portare la comodità e la praticità di tutti i giorni in un luogo normalmente dedicato al pubblico.

Atmosfera gioiosa e pacifica che invitano l’ospite a lasciarsi avvolgere da sedili minimal adornati da nuvole, uccellini e farfalle stilizzati con un’illuminazione del tutto naturale.

Shanxi | Teatro Wutai di BIAD

Situato nella provincia di Shanxi, Cina del nord, il teatro Wutai ha la forma di una grande montagna dai volumi ascendenti. In grado di ospitare 1.600 spettatori alla volta è un progetto del Pechino Istituto (BIAD), sotto la direzione di Zhu Xiaodi.

L’architettura dell’edificio corrisponde in dettaglio con il suo ambiente montano circostante. Piuttosto che tentare di replicare uno dei tanti templi della regione, gli architetti hanno cercato di creare un nuovo tipo di edificio sacro, che attraverso il proprio pattern ondulato che continua per tutto il disegno architettonico, evoca un forte senso dinamico. Sulla facciata sono stati aggiunti dei pannelli riflettenti, che aggiungono ulteriore movimento alla struttura.

L’intero teatro è stato progettato specificamente per una performance dal famoso regista Wang Chaoge, conducendo i visitatori attraverso una serie di superfici avvolgenti di spazi sequenziali, che offrono una particolare illuminazione “interattiva”.

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