Categoria: Architettura

Seul | Museo Chang Ucchin di Chae Pereira

A sud di Seul, circondato dalle montane e in un’area dove si incrociano due fiumi, il Museo dedicato all’artista coreano Chang Ucchin, a firma dello studio di architettura coreano Chae Pereira, è stato ideato come spazio meditativo tra estetica moderna e dettagli tradizionali.

Integrato con il territorio, si sono scelte forme e colori simili a quelli utilizzati nella tradizione locale e che non conferiscono all’edificio alcun effetto monumentale.
In pianta il progetto si presenta come un grosso nodo, in chiara ispirazione alle figure astratte dei dipinti di Chang Ucchin. Si viene a creare così, un disegno ambiguo, una figura che è contemporaneamente un animale, un segno astratto, una casa tradizionale e un labirinto.

L’edificio si sviluppa su tre piani: due fuori terra ed uno ipogeo. Nella parte centrale la struttura crea un percorso circolare da cui si diramano quattro braccia irregolari per forma e dimensione, che inquadrano diverse viste del paesaggio circostante. Il piano terra è utilizzato quasi esclusivamente per le sale espositive. Spazi a doppia altezza si aprono puntualmente lungo il percorso espositivo, aiutando i visitatori ad orientarsi, mentre scale angolari conducono ai piani superiori ed inferiori. Al piano superiore si trovano spazi espositivi più raccolti, in cui si possono ammirare schizzi e opere di piccolo formato, mentre il piano interrato ospita le sale riunioni e i depositi.

Gli esterni sono rivestiti con pannelli in policarbonato estruso, che conferiscono alla struttura un’apparente leggerezza. Il paesaggio circostante, ricco di grandi alberi di castagno, invece, è stato lasciato inalterato se non per qualche puntuale intervento con muri di cemento e piccoli sentieri.

Foto di Park Wansoon

Lisbona | MUDE di Alexandre De Betak

Il talento di Alexandre De Betak di Bureau Betak ha colpito ancora!
Questa volta con un’installazione realizzata al Museo do Design e da Moda (MUDE) di Lisbona in occasione del decimo anniversario della linea di moda dello stilista Portoghese Felipe Oliveira Baptista.

Il designer di origine francese De Betak, considerato il Fellini della moda, è specializzato nella realizzazione di eventi e fashion shows ed ha allestisto le più spettacolari passerelle delle grandi case di moda, da Dior a Miu Miu, passando per  Viktor & Rolf, Jason Wu, Michael Kors e Victoria’s Secret. Nell’affascinande location del museo del Design e della Moda della capitale portoghese, De Betak ha realizzato uno spazio caleidoscopico con giochi di specchi e luci che offrono una visione multiforme del lavoro dello stilista.

Nella location postindustriale, nuda e decostruita del Mude, sono il riflesso e la lucentezza dei materiali utilizzati, che, in forte contrasto con il contesto, rendono il lavoro di De Betak estremamente affascinate. Il design sobrio, gli angoli acuti, i bordi netti, le superfici a specchio e le forme geometriche creano delle profonde viste prospettiche attraverso lo spazio che incuriosiscono lo spettatore e lo spingono a proseguire nel suo percorso, come fosse una passerella.

Berlino | 25hours di Studio Aisslinger

Nel cuore del distretto City West di Berlino, Werner Aisslinger dello Studio Aisslinger, ha disegnato il nuovo 25hours Hotel Bikini secondo il concept ‘City-meets-jungle’. L’hotel fa parte di un ampio progetto di riqualificazione urbana che prevede la riconversione e trasformazione di fabbricati esistenti. Lo storico edificio, che ospita la nuova struttura ricettiva, è un importante esempio di architettura modernista del dopoguerra, circondato da un lato dalle ampie distese verdi del Parco Tiergarten, dallo zoo di Berlino e dall’altro l’animata Breitscheidplatz, Kurfürstendamm, la vivace via dello shopping.

Questa dualità tra città e natura è stata portata dal progettista all’interno della struttura, ricreando una vera e propria ‘giungla urbana’. Tutti gli interni dell’hotel si distinguono per i colori caldi, i materiali naturali e le finestre a tutt’altezza che offrono la vista diretta sul giardino zoologico. Numerose aree dedicate al ristoro e al relax si snodano intorno alla reception: una caffetteria, un chiosco e spazi d’incontro. Fioriere alte fino al soffitto fungono da pareti divisorie nelle zone comuni in cui amache, divani e cuscini colorati invitano i clienti a rilassarsi. Le piante scendono dal soffitto e si arrampicano su finestre e porte del ristorante concepito come una serra.

Bui corridoi, dai soffitti in calcestruzzo a vista, vengono illuminati da insegne luminose poste sopra le porte a indicare il numero delle camere da letto. Gli interni delle 149 suite sono arredate in maniera unica con testiere dei letti in rame, mensole in legno e metallo ed illustrazioni bianche e nere sulle pareti. A completare il viaggio nell’architettura del 25hours Hotel Bikini, come cigliegina sulla torta, è la sauna con vista sul parco Tiergarten e la terrazza all’ultimo piano con vista panoramica a 360° sulla città.

San Francisco | Cisco-Meraki di Studio O+A

Domare il grande spazio e renderlo umano è stata la mission progettuale dello Studio O + A per il nuovo ufficio Cisco-Meraki.

Spazioso e frizzante, questo luogo di lavoro di 110.000 mq è pieno di colori vivaci su pareti, infissi e mobili, concepito per avere un’atmosfera positiva ed energica e per dare ai dipendenti un ambiente di lavoro che incoraggi la creatività. Alcuni muri, per esempio, sono interamente coperti da lavagne per apporre le proprie idee in qualsiasi momento e altri ricoperti di legno con ricavati degli spazi; trasformati in zone appartate per momenti di relax o di semplice comfort. Ricca tavolozza di colori ed elementi di design fanno dell’ampia scalinata un luogo di conversazione e collaborazione con integrati dei posti a sedere, una sala riunioni decorata da piante pensili (Tillandsia) e una piattaforma esterna con vista sul parco di baseball e Bay Bridge.

In un’intervista fatta ai dipendenti si è scoperto che lo spazio si presenta più piacevole rispetto alla precedente sede perché ha molta luce naturale, data dalle ampie finestre che vanno da pavimento a soffitto con vista panoramica sul lungomare di San Francisco.

Foto di Jasper Sanidad.

Shanghai | Camper di Neri & Hu

L’ultimo showroom Camper a Shanghai porta la firma degli architetti Neri & Hu, i nuovi leader del design cinese. Non è la prima volta che il brand spagnolo incarica personaggi noti del mondo dell’architettura e del design per la progettazione dei propri interni come Benedetta Tagliabue a Siviglia, Nendo a New York e Tomas Alonso a Londra.

Il disegno dei progettisti Lyndon Neri e Rossana Hu prende spunto dal contesto urbano circostante e dalla dinamicità dei vicoli, i nong-tang, di Shanghai. In fondo ad un piccolo vicolo lo store del brand di scarpe è stato ideato con la logica de “l’edificio nell’edificio”. Come le tipiche scatole cinesi, la nuova struttura s’inserisce all’interno di un vecchio capannone industriale, ricreando l’effetto labirintico delle piccole stradine della città. Il flagship sembra così integrare la strada d’accesso in una grande zona di accoglienza con le aperture degli ambienti interni che si affacciano l’uno sull’altro. All’esterno, compatto e monocromatico, si contrappone un interno dinamico, dai colori vibranti e dalle texture contrastanti. La sensazione di essere in una strada esterna è rafforzata dal grande lucernario che genera lunghe ombre lineari sulle pareti. I materiali utilizzati provengono dal riciclo e dal recupero del precedente edificio su cui sono ancora evidenti i segni della vecchia vernice e della carta da parati attaccata alle tavole. Il legno della struttura a telaio risalta sul grigio dei mattoni, mentre la sagoma arancione della “casetta” interna contrasta con le travature bianche dell’edificio “contenitore” creando un originale gioco di tonalità e materiali. La parete a specchio posta sul fondo dello showroom consente di allungare la prospettiva e la profondità dell’ ambiente.

Tutti gli arredi sono stati disegnati appositamente per il nuovo spazio come le scaffalature per l’esposizione con pannelli perforati in bronzo, la Neri & Hu Solo chair in edizione limitata ed il tavolo “Lazy Susan”. L’ambiente, seppur fortemente caratterizzato nei particolari, fa inevitabilmente da sfondo alle scarpe colorate. Le calzature sono esposte su ripiani o calate dall’alto tramite ganci in acciaio che richiamano i panni appesi ad asciugare delle abitazioni circostanti.

Milano | MSGM di Fabio Ferillo

Una vecchia officina di fabbri, nel quartiere milanese di Porta Romana, è stata trasformata nella nuova sede dell’innovativo marchio di moda MSGM. Il progetto porta la firma dell’architetto Fabio Ferillo che, in collaborazione con il direttore creativo del brand, Massimo Giorgetti, ha trasformato la vecchia struttura dei primi del ‘900 abbandonata e fatiscente, in un affascinante spazio contemporaneo dal design postindustriale.

Lo spazio comprende una zona uffici, un’area dedicata alla progettazione, una sala riunioni, una cucina e un cortile. Con un attento lavoro di conservazione e reinterpretazione sono state mantenute intatte alcune caratteristiche dell’edificio industriale. Al rosso dei mattoni a vista delle pareti, recuperate e trattate, sono stati affiancati i toni tortora e rosa delle nuove partizioni, in una combinazione che crea prospettive ed atmosfere originali. Un nuovo pavimento in cemento e un sistema di ventilazione dai toni argentati dell’acciaio completano lo spazio che conserva l’originale spirito produttivo con macchinari abbandonati e pulegge sospese. In questa combinazione di elementi industriali un inaspettato caminetto francese in marmo grigio spicca su una parete. Si tratta di un originale Louis Philippe della prima metà dell’800, appositamente importato dal sud della Francia. Il grande lucernario centrale, le porte e gli infissi sono stati accuratamente recuperati, mentre il condotto dell’aria inutilizzato è stato riadattato per creare una fonte di luce all’interno dello spazio dall’affascinante effetto scenografico.

Anche l’arredamento è il risultato di una meticolosa ricerca che accosta elementi originali reinterpretati e rendono lo spazio raffinato dal tocco vintage, coerente con l’immagine del brand di moda. Pezzi autentici degli anni ’50 di Friso Kramer sono stati selezionati con cura da gallerie di Anversa e Parigi: le scaffalature grigio e giallo, le sedie in legno curvo e le poltrone dell’ufficio. Il grande tavolo è un originale Ico Parisi del 1960 proveniente da una galleria belga, mentre le lampade di design italiano completano l’impianto d’illuminazione a soffitto recuperato da siti industriali abbandonati di île de France. A completare il tutto, le astratte forme geometriche e gli eleganti accostamenti di colore delle tele di Nathalie du Pasquier, che rendono il nuovo headquarters di MSGM uno spazio ecclettico e contemporaneo.

Alcácer do Sal | Santa Casa di Aires Mateus

Siamo ad Alcácer do Sal, a sud est di Lisbona, uno dei porti più antichi del Portogallo, in un’area naturale particolarmente interessante lungo le sponde del fiume Sado. Qui, gli architetti Francisco e Manuel Aires Mateus hanno riqualificato ed ampliato l’esistente complesso residenziale per anziani di Santa Casa da Misericórdia con un intervento su un’area di 1,560 mq calpestabili e nell’ambito di un lotto di 10.435 mq.

Gli architetti dello studio portoghese hanno cercato di combinare spazi dedicati alla privacy e spazi comuni seguendo un principio di libertà. Questo concept si rispecchia fedelmente nella struttura e nella collocazione dell’edificio: un corpo unico posizionato sul margine sud-est del lotto edificato e che in relazione ai vecchi edifici forma una corte interna dedicata alle attività comuni. Il piano terra è destinato alla reception e ai servizi, gli alloggi indipendenti, dal design chiaro e lineare, sono distribuiti sui due livelli superiori.

Gli architetti hanno collaborato con Gonçalo Byrne prima di aprire un proprio studio e i loro lavori si concentrano sull’analisi degli spazi, dei vuoti e dei pieni, una matrice evidente anche nella costruzione delle residenze di Alcácer do Sal, dove l’effetto è ottenuto dalla combinazione tra pareti bianche intonacate e rientranze di terrazzi.
Durante un viaggio in questa zona del Portogallo si può visitare anche un altro edificio progettato dallo studio Aires Mateus: il Museo del Faro di Santa Marta a Cascais, selezionato come progetto finalista per il premio Mies van der Rohe (Barcelona 2009) e insignito della menzione speciale della giuria del premio Fad (Barcelona 2008).

Foto © http://fernandoguerra.com/FG+SG

Seattle | Federal Center South Building di ZGF

Il Federal Center South Building1202 di Seattle, inaugurato nel 2012 e nuova sede dell’US Army Corps of Engineers, è uno degli edifici più green al mondo, abbattendo del 75% i propri consumi energetici. Il progetto, affidato al team di architettura ZGF, nasce dalla riqualifica di un ex magazzino abbandonato e coniuga l’alto rendimento energetico ad un design funzionale e raffinato.
La struttura è a ferro di cavallo, forma scelta dagli architetti per meglio ottenere benefici in termini di efficienza energetica e funzionalità.

Gli interni sono stati progettati per creare ambienti di lavoro che rafforzano il concept di condivisione e d’identità collettiva. Gli spazi di lavoro si sviluppano attorno ad un grande atrio centrale con lucernario a corona, che permette di ricevere la massima illuminazione naturale, riducendo la necessità di luce artificiale. Un processo di microcircolazione naturale dell’aria calda dall’atrio e dal giardino interno sono stati studiati per essere canalizzata verso l’alto al fine di rinfrescare i piani sottostanti. A copertura della struttura sono stati impiantati dei giardini pensili, che catturano e filtrano l’acqua piovana, poi riutilizzata per i servizi igienici e d’irrigazione. Seppur i rifiuti di cantiere siano una delle maggiori cause di inquinamento ambientale nel settore delle costruzioni, il Federal Center South è riuscito a vincere la sfida impiegando oltre il 20% di materiali recuperati da altri cantieri e riciclando il 99% dei propri scarti.

Grazie alle ottime prestazioni, il progetto è stato inserito dall’American Institute of Architects nella Top Ten degli edifici più sostenibili al mondo ed è entrato a far parte del programma “2030 Challenge” con il quale la città di Seattle si propone di ridurre i proprio consumi energetici del 50% entro il 2030.

Foto di Benjamin Benschneider

Tokyo | Katsutadai Residence di Yuko Nagayama

La Katsutadai Residence si trova nella zona a est di Tokyo, nel quartiere di Katsutadai. Durante un viaggio nella metropoli giapponese può essere molto interessante fare un brunch da queste parti tra design e architettura.

I proprietari del locale sono una famiglia di pasticcieri famosi dal 1977 per la loro apple pie. Dopo 35 anni di attività si sono affidati agli architetti Yuko Nagayama & Associates per ripensare e ammodernare la propria sede. 178.5 m2 costituiti da un piano terra dedicato alla pasticceria e da un piano abitativo in cemento e che appare staccato dalla base. Il tetto del locale commerciale risulta inclinato e decresce fino a raggiungere la misura di 1.8 m nella facciata esterna del negozio. Il tutto realizzato in vetro ad apertura scorrevole, che permette alla luce naturale di filtrare all’interno.

Il design dell’intero progetto esalta l’illusione ottica di vedere un blocco di cemento sovrastare al banco pasticceria. Dalla planimetria del progetto si scopre che il piano terra comprende due ambienti: la zona esposizione e vendita ed un retro per la preparazione dei prodotti. Dal lato del negozio si accede alla parte superiore, cioè all’appartamento; composto da tre vani sul secondo piano e da tre sul terzo livello. L’architetto Yuko Nagayama ha previsto anche una piccola area dedicata al verde, tra l’ingresso del negozio e la strada principale.

Foto di Daici Ano

Vitoria | Palazzo dei Congressi di Urbanarbolismo

La città di Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi è conosciuta a livello internazionale per l’integrazione della biodiversità locale negli spazi verdi e nell’architettura urbana. Lo studio Urbanarbolismo, fondato dall’architetto Jordi Serramia Ruiz, ha progettato il giardino verticale che ricopre il Palazzo dei Congressi Europa ed ha portato l’ecosistema della zona al centro della città.

L’edificio ha una superficie ricoperta di piante autoctone per 1492 m2q di cui 1000 mq sono di coltivazione idroponica e 492 mq sono ricoperte da piante rampicanti. Sono state usate oltre 33.000 specie di piante differenti provenienti da ogni angolo dell’Alava e di tutti i Paesi Baschi. L’idea dietro a questo progetto è stata quella di migliorare il consumo di energia del Palazzo dei Congressi, in questo modo è stato ottimizzato del 270% l’isolamento termico con un notevole risparmio di energia.

Il design si è ispirato all’ecosistema che circonda la città, una sorta di viaggio alla scoperta della vegetazione delle zone umide di Salburua, dei campi coltivati dell’Alava fino alle foreste delle montagne di Vitoria. Di notte un’illuminazione a LED integrata nella facciata crea un’atmosfera unica per i viaggiatori ed i turisti che fanno una passeggiata nel centro della città più verde della Spagna. Alla base della facciata, gli architetti hanno posizionato una struttura in acciaio su cui si trovano molte informazioni sul progetto e sulla sua realizzazione.

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