Redazione

Veil Solar Shade a scuola

Gigantesche “foglie” coperte da pannelli solari, sollevate da terra quanto basta per poterci star sotto all’ombra. Queste “foglie” sono Veil Solar Shade, un’installazione solare disegnata da Büro North per i cortili delle scuole australiane. Generano energia elettrica dal sole, assicurano una piccola oasi di frescura ed avvicinano i ragazzi alle energie rinnovabili.          I designer australiani di Büro North in partnership con il Victorian Eco-Innovation Lab, hanno realizzato un sistema di pannelli in grado di convertire la luce solare in energia. Come una foglia rinnovata dalla fotosintesi, VEIL solar-shade rispetto ai tradizionali pannelli solari, ha un design inclinato ed evocativo, che sa essere pratico, regolabile ed educativo. Costituite con il contributo del governo australiano, le tonalità solari di Veil sono progettate per gli spazi all’aperto ed i campi da gioco delle scuole australiane, dove mentre generano energia, con il loro design ad ombrello posizionabile offrono anche il beneficio di offrire riparo dal caldo intenso. Ogni pannello è fornito di comandi che ne regolano la posizione, il livello d’accumulazione d’energia e l’inclinazione.

Skip Waste: architettura ‘alternativa’

Oliver Bishop-Young soprende ancora. Il suo nuovo progetto, Skip Waste,  porta per le vie di Londra dei container che vengono rivisitati e riutilizzati in maniera alternativa. Il secondo progetto vede coinvolti gli spazi pubblici come parchi, piscine e giardini, nell’ottica di una riorganizzazione del territorio, puntando su tre settori principali: lo scambio di materiali di scarto, il riutilizzo dei rifiuti e il recupero di spazi sprecati. Il progetto è stato presentato anche al New Designers di Londra.

Pechino pronta all’inaugurazione del nuovo stadio

8 Agosto 2008. L’evento tanto atteso è ormai alle porte: le Olimpiadi inaugureranno lo Stadio di Pechino, opera degli architetti Herzog & de Meuron. Lo stadio ha come principale caratteristica la sua copertura, indipendente dalla struttura interna, che lo rende paragonabile ad un nido. Si presenta infatti come una mastodontica griglia di elementi d’acciaio chiusa da uno strato di materiale semi-trasparente; dispone di un sistema di recupero dell’acqua piovana e di protezione dell’interno dal vento. L’interno dello stadio può ospitare 91.000 spettatori tutti con posto a sedere coperto, che diventeranno 80.000 al termine dei Giochi olimpici, dopo dei lavori di ridimensionamento.Lo stadio occupa una superficie di 250.000 m2, è largo 220 metri, lungo 330 metri e raggiunge con la copertura i 69,2 metri di altezza, pur essendo la pista di atletica sotto il livello del terreno.

Burj Dubai Skyscraper: il grattacielo più alto del mondo

Burj Dubai è già il grattacielo più alto del mondo, anche se è ancora in fase di costruzione. Burj Dubai il 1 Settembre 2008 ha raggiunto 694,5 m. L’altezza ufficiale non sarà annunciata prima di Settembre del prossimo anno.

L’ Arpa di Re David di Santiago Calatrava

E’ il nuovo ingresso di Gerusalemme, quello che porta dritti nel cuore antico della città: il ponte costruito dall’archistar Santiago Calatrava per la città millenaria. Lo ha disegnato con un singolo pilone inclinato che crea una chiara visuale verso il territorio urbano. I tiranti hanno una forma parabolica che si sviluppa tridimensionalmente nello spazio amplificando l’impressionante impatto visivo del ponte. L’intera struttura con i suoi tiranti suggerisce la forma di un’arpa gigantesca, l’arpa di Re David, come simbolo della città santa.

Dubai: il ponte ad arcate più alto del mondo

Si aggiunge un ponte alla lista delle strutture che lo studio Fxfowle sta costruendo a Dubai, dopo aver vinto un concorso internazionale indetto dall’Emirato. Il ponte, Sheikh Rashid bin Saeed Crossing, lungo un miglio ed alto 673 piedi, quando sarà completato, probabilmente nel 2012, sarà il più alto ponte ad arcate del mondo. Sei le corsie lo attraverseranno da entrambi i lati, più due binari per una ferrovia leggera. La parte destinata ai pedoni sarà posta sotto il ponte per proteggere i pedoni dal sole.

Mobile Art Pavilion di Hong Kong targato Zaha Hadid

Simile a una navicella spaziale, il nuovo contenitore di arte contemporanea progettato per Chanel, inaugurato lo scorso febbraio, offre un’esperienza sensoriale collettiva. Come ispirazione, l’archistar Zaha Hadid, ha usato la borsa trapuntata della casa di moda internazionale, tra le griffe più famose al mondo per la scelta dei materiali e dei colori e per l’eleganza dello stile. Nella sua ricerca della dinamicità e fluidità degli spazi, ben integrata nelle sue sperimentazioni, dove umano e naturale ben si sposano con le più moderne tecnologie, Zaha Hadid riesce a trasformare l’idea del futuro con nuovi concetti spaziali e forme visionarie che ci trasportano in un altro mondo, evocando esperienze uniche e originali. Un nuovo linguaggio, quello usato dalla Hadid, che genera una sensualità scultorea.

Carbon Hotel Genk, Belgio

Il carbone, si sa, è il sesto elemento dell’universo, sostanza di importanza fondamentale per l’esistenza del pianeta. Nella città belga di Genk, il carbone però è più della materia organica. E’ un hotel sofisticato e intrigante, completamente concepito come luogo di ringiovanimento e relax. Sessanta stanze, spaziose e ben arredate, sono dotate di Ipod, Tv, Dvd e mini bar. Un piccolo santuario di energia, che offre, nei suoi 608 metri” quadri di spa, un centro benessere con sauna, hamman, cromoterapia, trattamenti rilassanti, massaggi, bagni alle erbe, tai chi e chakra.

Contemporary Art al Brooklyn Museum

Il Brooklyn Museum impreziosisce la scena museale newyorkese: dal prossimo 19 settembre per la prima volta esporrà una selezione della propria collezione di arte contemporanea, intitolata 21: Contemporary Art at the Brooklyn Museum. La sezione presenterà una quarantina di opere in alcuni spazi recentemente rinnovati. Fra gli artisti presenti Hernan Bas, Jules de Balincourt, Olafur Eliasson, Valerie Hegarty, Chester Higgins Jr., Donald Judd, Terence Koh, Sol LeWitt, Hew Locke, Simon Norfolk, Claes Oldenburg, Seher Shah, Amy Sillman, Do-Ho Suh, Mickalene Thomas, Kara Walker, Kiki Smith, Nari Ward, Andy Warhol, Kehinde Wiley.

Unicredit Group: arte contemporanea nel mondo

L’ UniCredit Group porta all’attenzione del mondo economico, attraverso il proprio Annual Report, il lavoro del suo partner più attivo nel campo dell’educazione all’arte contemporanea. Le copertine e le immagini che illustrano il bilancio annuale del gruppo, diffuso in milioni di copie nel mondo, sono tratte da grandi eventi collettivi organizzati dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli: un segno di attenzione all’Esperienza dell’arte come risorsa strategica nello sviluppo dei diversi contesti sociali e territoriali. Il Bilancio 2007, approvato dalla recente Assemblea del Gruppo, operante in 23 Paesi e con rappresentanza in 50, è dunque corredato da un ricco apparato iconografico tratto da happening collettivi, tutti realizzati dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, leader europeo nel campo della sperimentazione educativa rivolta al pubblico di ogni età. Educare all’arte con l’arte e favorisce la conoscenza della creatività contemporanea. Al centro di ogni attività proposta vi sono la persona nella sua totalità e la capacità del corpo di vivere esperienze plurisensoriali e sinestetiche. Esperienze che mostrano come l’arte contemporanea favorisca lo sviluppo delle capacità relazionali e cognitive e favorisca il dialogo interculturale. Il Dipartimento propone al pubblico percorsi guidati al Castello di Rivoli, laboratori, progetti pluriennali, convenzioni con scuole e amministrazioni, corsi di formazione, workshop per studenti universitari, cicli di conferenze, mostre per bambini, week-end d’arte per famiglie e corsi per l’Università della Terza Età. Ha ricevuto l’invito del Centre Pompidou di Parigi ad inaugurare Fi’Art Festival International d’Art pour jeune public 2007, con l’attivazione di una rete globale di musei di eccellenza nell’ambito di questo specifico settore.

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