Se siete stati a Napoli e non avete avuto modo di vedere molto o pensate che sia una città che non offra in termini di arte contemporanea, è il momento di considerarla di nuovo e cogliere l’occasione di fare una passeggiata in compagnia della guida esperta e insider di Viaggi di Architettura. Premettendo che è una città in uno stato in continua fermentazione artistica, seconda a nessuna in Europa, e sorprendentemente in testa nel settore pubblico.

A Napoli, l’apice artistica è nella metropolitana. Qualcosa come 15 stazioni della metropolitana definite Stazioni d’arte; non parliamo di imbrattature di fantasie gotiche della gioventù perennemente insoddisfatta, ma di veri progettati di archistar tra i quali Dominique Perrault e Oscar Tusquets Blanca, solo per citare un nome o due … tutt’attorno installazioni spettacolari, come quelle da Karim Rashid alla stazione Università, Joseph Kosuth e Jannis Kounellis alla Dante, Franco Scognamiglio e Maria Cristina Crespo ad Augusto, Sol LeWitt alla Materdei, e così via. Un progetto di ampio respiro avviato circa 15 anni fa e ancora in corso. Vedere per credere.

Già tanta arte, e non abbiamo nemmeno iniziato a parlare dei musei.
Primo fra tutti il Madre (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina). Tre livelli in un grande palazzo del IX° secolo nel cuore del centro storico di Napoli, ridisegnato da Alvaro Siza e dedicato alle arti contemporanee. Della stessa portata, il Museo Nitsch e il Plart. Avanguardia solo alla Fondazione Morra Greco. E poi c’è uno spazio espositivo mercuriale completamente trasformato da qualunque artista vi esponga, al Museo Apparente. Cosa si può di più? C’è sempre la collezione contemporanea presso il Museo Nazionale di Capodimonte.

Sulle gallerie?

Napoli ha alcuni dei migliori spazi, privati e commerciali del settore arte. Lia Rumma, la leggendaria gallerista milanese ha scelto di aprire il suo secondo spazio proprio qui. E, naturalmente, Studio Trisorio con i media tradizionali e i nuovi della Riviera di Chiaia; Alfonso Artiaco dove Jannis Kounellis, Sol LeWitt e Carl André hanno esposto; galleria Casamadre; La Casaforte nel quartiere spagnolo, lo spazio pubblico/privato dove Antonio Sacco, Valeria Borrelli e la famiglia vivono, lavorano e ospitano artisti e spettacoli; e altri troppo numerosi da elencare.

La mente ora ci porta verso una serie di atelier dove si possono trovare artisti e designer sul posto di lavoro. Michele Iodice è un vecchio amico, imperdibile. Possibile ma vero, se si desidera si può andare a visitare lo studio dell’interior designer Franco della Femmina e i fotografi Luciano Ferrara e Luciano Romano. Oppure vedere le installazioni (video e non) di Marisa Albanese, i pannelli recurring-motif dipinti da Sergio Fermariello, le pitture murali di Mariangela Levita, l’eclettico artista / designer Riccardo Dalisi… Ovviamente questa non è una lista esaustiva.

Ora, se questo comincia a suonarvi faticoso, tenete a mente che i timeout e le pause di rifornimento sono ammessi a:

  • Idem per Marietta Tramontano di bellissime borse e altri accessori
  • E. Marinella per le più belle cravatte sartoriali, rigorosamente Made in Napoli.
  • la favolosa gioielleria di design di Paola Grande
  • alcune idee per il restyling della casa a La Casa Brutta

Basta farci sapere le vostre ‘Druthers’.

Contatta il team di Viaggi di Architettura per informazioni, prenotazioni o personalizzazioni sugli itinerari dedicati alla città di Napoli.

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