Gli hotel da evitare quando si è sbronzi

di Mikaela Bandini

Capita spesso, durante i viaggi, da soli o in compagnia, di alzare un tantino il gomito e prendere una sbornia con terribile mal di testa al seguito. Succede così che perdi l'orientamento e ti smarrirsci nei meandri dell'alcol e delle forme inconsuete. Specialmente se hai prenotato il tuo soggiorno in uno degli hotel indicati di seguito dove, tra letti sospesi, illusioni ottiche, arredi psichedelici, puoi star sicuro che se poi ti perdi, non è solo per l'effetto del mojito.
Ad esempio, se si è abbastanza fortunati da pernottare al Silken Puerta America a Madrid, è il caso di andarci piano. Tredici piani, ognuno progettato da un designer o un architetto diverso, non aiutano di certo a trovare la direzione giusta. Tra le archistar coinvolte nel progetto: Foster & Partners, Zaha Hadid, David Chipperfield, Jean Nouvel, Arata Isozaki, Ron Arad e John Pawson. Se poi si capita al quarto piano, occhio alla Movida...  Tutto l'ambiente è stato disegnato dal Plasmastudio, con lastre di acciaio satinato che creano forme trapedezoidali e sottili linee di led che sfumano R-G-B.  Attenzione, al settimo piano, nei bagni delle camere, disegnati da Ron Arad, non si scherza.
Foto sinistra: Plasmastudio
Foto destra in alto: Rafael Vargas

Hotel Silken Puerta America Madrid
Hotel Silken Puerta America, Madrid

Everland Hotel, Parigi

Molto suggestivo, l'albergo ad una sola camera, è posizionato sopra il Palias de Tokyo di Parigi (in realtà l’albergo è mobile e si sposta da Yverdon a Lipisa, a Parigi…). Il progetto, firmato dagli artisti svizzeri Sabina Lang e Daniel Baumann è stato creato in occasione del Swiss Expo 02 dove è rimasto a campeggiare per quattro mesi. Se fai parte della categoria dei viaggiatori che, seppur alticcio riesce a reggere gli interni stile Austin Powers , l'assenza totale di tende potrebbe invece risultare pericolosa the morning after. Una valida soluzione potrebbe essere non andare a letto e continuare a bere: tutte le consumazioni del frigobar sono comprese nel prezzo ;-)

Everland Hotel, Parigi

Hotel Petit Moulin, Parigi

Estroso e particolare, l'hotel Petit Moulin ha aperto i battenti a Parigi, nel 2007, nel quartiere trendy di Marias- 3°  arrondissment.  Un edificio del 700, dove vi era un vecchio panificio (o forse boulangerie suona meglio…) è stato trasformato in un boutique hotel stile contemporary baroque. Diciassette atmosfere diverse per le diciassette camere. Gli interni sono firmati dallo stilista Christian Lacroix  per il suo primo progetto di Hotel Couture. Aiuto!! Sogno o son desto? Volo nello spazio o sono in un dipinto?

Hotel Petit Moulin, Parigi

Rey Juan Carlos, Barcellona

Storico grande albergo sulla Diagonal, il Rey Juan Carlos è comodissimo e dotato di tutti i servizi e i fronzoli che è possibile desiderare.  Otto tra ristoranti e bar, piscina interna ed esterna. Zona fitness enorme. Consigliato fare l’alcol test prima di salire in camera, soprattutto se si rimane ai piani alti. Se poi hai esagerato con il vino blanco, meglio non guardare giù!!

Rey Juan Carlos, Barcellona

Hotel Fox, Copenhagen

"Sessantuno camere,ventuno artisti, mille idee".
Gigantesco Manga per le camere disegnate dall' artista francese Nick Cave nel più cool degli hotel della capitale danese. Occhio a risvegli notturni …la signorina del murales potrebbe turbare il sonno della sbornia…

Hotel Fox, Copenhagen

Hotel Amour, Parigi

Aperto nel 2006, il budget art hotel a Pigalle dispone di venti camere- alcune decisamente kitch- ma tutte con il dock per i-Pod. Atmosfera seventies per la camera 401 arredata da Alexandre de Betak: le duecento palle da discoteca appese al soffito, se accese, iniziano a girare creando effetti luminosi scintillanti su di tutto (anche su di te, se ci sei). Meglio affrontarlo sobrio…. L’albergo ha un piccolo ristorante e un giardino per riprendersi con un Bloody Mary, l’indomani.

Hotel Amour, Parigi

The New Majestic, Singapore

Vedi doppio? Si, in effetti, al New Majestic di Singapore ci sono due vasche in camera, una per lui e l'altra per lei . Spazi estrosi ma raffinati per le trenta camere dell' hotel di Singapore nel cuore di Chinatown. L’ingresso bianco assoluto dell’edificio Deco, è stato arredato con una collezione interessante di sedie vintage. Letti sospesi in alcune stanze. Dopo un Night on the Town, non sarebbe meglio tenere i piedi per terra?

Majestic Hotel, Singapore

Arte Luise Kunsthotel

Posizione perfetta con vista sulla cupola del Reichstag, a due passi dalla trendy Friedrichstraße, l’edificio originale è datato 1825. Nel 2003 è stato trasformato in un estrosissimo Art Hotel di 50 camere complete di galleria privata per eventi. Ma cosa ci fa una ballerina sul muro?

Hotel Louise, Berlino

Daddy Long Legs, Cape Town

Sono in tutto tredici le camere low cost del Daddy Long Legs Independent Travellers Hotel che riflettono il panorama culturale di Cape Town. In una di queste, in particolare in quella ideata da Daya, il sole non tramonta mai. Le pareti sono rivestite con immagini di tramonti sudafricani scattate dall’artista. Il soffitto è una griglia di specchi e tramonti che dopo un qualche Long Island Ice Tea a Camps Bay hanno un effetto diverso da quello desiderato. Coffee anyone?

Daddy Long Legs, Cape Town

Propeller Island City Lodge, Berlin

Un letto galleggiante dopo la seconda bottiglia di Rhine Riesling? Forse no… Prova la camera del Propeller Island City Lodge di Berlino, ricoperta – letteralmente ricoperta- di quadrati grafici stilizzati in bianco e nero. L’artista dice che i pannelli, trecento in tutto, stimolano l’immaginazione dell’ospite sul significato dei vari simboli. E se vuoi solo dormire?. Meglio cambiare zimmer…ti aspettano castelli magici e dimore stile Frankstein. Provare per credere.

Propeller Island City Lodge, Berlin

The Grey Hotel, Milano

Scale sospese, su disegno dell’architetto fiorentino Guido Ciompi. Dal tocco decisamente di design, il boutique hotel è ubicato tra il Duomo e Galleria Vittorio Emanuele.  Ventuno camere (due con palestra privata) arredate diversamente, spazi raccolti, raffinati e molto milanesi, ma una scala tantino difficile su cui barcamenarsi se hai preso un bicchierin di troppo...

The Grey Hotel, Milano

Hotel Josef, Praga

L'Hotel Josef fa parte della catena Design Hotels ed è posizionato in pieno quartiere ebraico a Praga. L’architetto e designer, Eva Jiricna ha firmato gli spazi comuni e le centonove camere dell'hotel, in stile contemporaneo.  Il servizio è fantastico, il concierge dà mille informazioni utili, ma dopo il terzo Lagavulin… forse è meglio se prendi l’ascensore….Un consiglio, porta anche gli occhiali da sole a colazione….

Hotel Josef, Praga

Una Hotel, Firenze

Decor di Fabio Novembre per quest’hotel della catena Una Hotels. Una ventina le strutture sparse lungo il vecchio stivale. Occhio, perchè, se ti gira la testa, meglio prendere l’ultimo nightcap in camera.


Una Hotel, Firenze

Please, don't drink and drive!


6 Commenti

Paola ha detto...

geniale!
1 ottobre 2009 16.16

mino ha detto...

wow!

15 settembre 2009 12.46

elena ha detto...

dove metti l'hotel Aleph di roma.... un lcd sotti i piedi in bagno da sbronzi è una bella esperienza!!
16 gennaio 2009 22.46

Vanessa P. ha detto...

BELLISSIMO! Ho sempre sognato di dormire in una bara!!!!

16 gennaio 2009 18.31

Paolo ha detto...

Mi piace un sacco questo articolo. Vorrò provarli tutti questi hotel. Magari dopo aver bevuto, così potrò godermeli meglio.
Complimenti
Paolo
16 gennaio 2009 13.04

miriam ha detto...

Complimenti, le vostre proposte sono sempre innovative e originali!

16 gennaio 2009 11.54

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