Quattro idee per me importanti

A cura di Saverio Lombardi Vallauri

L’architettura ha pazienza, ma ama la puntualità: il fotografo deve conoscere il movimento della luce su di essa e presentarsi all’ora giusta dove il chiaro e lo scuro si compongono con armonia.

Ora giusta, buon bilanciamento tra luci e ombre. Esaltazione delle textures
Ora giusta, buon bilanciamento tra luci e ombre. Esaltazione delle textures
Ora sbagliata, difficile controllo dell’esposizione, desaturazione dei colori
Ora sbagliata, difficile controllo dell’esposizione, desaturazione dei colori

L’architettura grande e piccola insieme: impossibile non fare una veduta d’insieme, impensabile non indagare i dettagli.

I dettagli
I dettagli
La veduta d’insieme
La veduta d’insieme

L’architettura ha molte forme, ma ognuna ha la sua: il controllo della prospettiva non opzionale, lo la deroga ad esso.

Mi piace: il controllo della prospettiva
Mi piace: il controllo della prospettiva
Non mi piace: la forma del soggetto non viene rispettata
Non mi piace: la forma del soggetto non viene rispettata

L’architettura è fatta di materia pesante, ma gode del virtuale: in principio un’idea. Un tratto di matita l’inchioda alla carta. Supercervelli la crescono, la moltiplicano, la sezionano, la espandono migliaia di volte. Mani e macchine la costruiscono (e lei resta là per decenni). La luce che la porta all’obiettivo non pesa un grammo eppure la contiene tutta, pellicola o sensore, poco importa. L’architettura resta lì per decenni e si offre, generazioni di fotografi e di apparecchi si succedono.