Categoria: Sostenibilità

Pachidermi sotto vetro a Copenaghen

Un manto di poetiche foglie disposte in ordine apparentemente casuale fanno da tetto alla nuova dimora del gruppo di elefanti indiani ospiti dello zoo di Copenaghen, collocato all’interno di un parco storico reale, adiacente al Palazzo Fredriksberg. La realizzazione dell’Elephant House danese è opera di uno degli architetti londinesi più famosi del pianeta Sir Norman Foster, dello studio Foster and Partners, che, dopo aver celebrato il 40 ° anniversario di attività ed aver progettato edifici di ogni tipo, si è misurato con un’idea completamente nuova e inusuale, dedicata stavolta ad animali e non agli uomini. Su invito dello stesso zoo, nel 2002 ha avviato uno studio intenso delle abitudini di vita degli animali in cattività che ha permesso di realizzare uno spazio adeguato alle nuove norme
per il confort e la salvaguardia dei pachidermi. Il soffitto composto di enormi vetrate costellate da una texture a forma di foglia, dà luce e calore allo spazio, il colore terracotta delle pareti contrasta con successo con il grigio del cielo danese. A ciò si aggiungono decorazioni esotiche come una pagoda cinese o un tempio greco e la possibilità di vedere una dozzina di elefanti fare il bagno nel parco adicente la house. Di sicuro il miglior spettacolo gratuito in città come testimonia la folla riunita ognio giorno ad ammirare queste splendide enormi creature!

Al caldo con cappelli e guanti fotovoltaici

Fotovoltaico sì e finalmente anche per piccoli accessori moda. Per i freddi più pungenti arrivano i guanti ed i cappelli riscaldati dall’energia del sole.
L’inverno inizia a farsi sentire ed i più freddolosi iniziano a coprirsi e cercare tepore ricoprendosi di sciarponi, guanti e cappelli. Forse gli inverni saranno meno freddi con i guanti ed i cappelli progettati dal designer tedesco Yiran Gian. Il designer, nel concorso Green Life, si è fatto notare nella categoria Green Design per le Persone, con questi particolari accessori contro il freddo.
Non correte nei negozi perchè purtroppo Endless Warm, questo il nome, è ancora un concept. L’intento chiaramente è quello di sfruttare l’energia solare ed immagazzinarla con sottilissimi pannelli fotovoltaici inseriti nel tessuto degli accessori. Basterà così una piccola esposizione al sole per rilasciare gradualmente l’energia accumulata sotto forma di tepore pronto a tener ben calde mani ed orecchie.
Bello l’intento anche se, dobbiamo dirlo, il pattern a forma di fiocco di neve è abbastanza scontato e banale. Ciò nonostante è da preferire a quegli improbabili accessori dove i pannelli fotovoltaici vengono letteralmente incollati senza nessun esercizio di stile. Non sono freddolosa, ma per andare sulla neve li prenderei al 100%. No?

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Biblioteca di quartiere all’aperto

Anja Schlamann

Si tratta di un concept non solo sociale ma anche sostenibile: l’allestimento di uno spazio isolato abbandonato di un quartiere popolare di Madgeburg (Lipsia) in est Germania.
La mancanza di fondi ha spinto gli architetti dello studio tedesco Karo a scoprire nuovi materiali. Lo studio coinvolge professionisti di tutti gli ambiti creativi ossia architetti, giornalisti insegnanti e critici d’arte a lavorare insieme su progetti di interesse architettonico e sociale.
I materiali utilizzati, rigorosamente di recupero, sono molto interessanti:  casse per trasportare birra ricoprono le pareti per creare un effetto geometrico e vengono utilizzate insieme a listelli di legno riciclati.
Il progetto comprende anche uno spazio coperto dove sedersi, leggere e socializzare, con diverse nicchie per libri ed è stato presentato al Padiglione Tedesca della Biennale di Venezia l’anno scorso.

La pensilina del futuro

Solar Powered Bus Stop

Nata nel cuore pulsante dell’industria Hi Tech, al SENSEable City Lab del MIT di Boston, Eyestop, la fermata dell’autobus del terzo millennio sarà adottata dalla città di Firenze. Il progetto, realizzato da Giovanni de Niederhousern, Shaocong Zhou, Assaf Biderman, Carlo Ratti, in collaborazione con la Provincia di Firenze e l’ ATAF è stato presentato lo scorso 14 maggio nel corso del “Genio Fiorentino” dal Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, già soprannominato dal Time Magazine, l’Obama italiano. Alimentata da pannelli solari posizionati sul tetto, consentirà, attraverso i touchscreen installati di consultare la tabella di marcia degli autobus, di calcolare percorsi, di monitorare il traffico e il tasso di inquinamento, di navigare nel web e di usare applicazioni connesse con il cellulare.
La pensilina verrà utilizzata come una grande bacheca pubblica dove inserire messaggi e pubblicità.

Architettura sostenibile: destinazione serre da turismo

Eden Project

Veri e propri prodigi architettonici, ecosostenibili e supertecnologici, le serre tutelano le piante e incrementano i visitatori. Ultima tendenza nel mondo dell’architettura sostenibile, nell’immaginario collettivo le serre sono dei luoghi che già alimentano curiosità e fascino perchè sono in grado di ricreare habitat per coltivare fiori e piante anche in luoghi non climatologicamente adatti. E’ il dominio dell’uomo sulla natura a fin di bene. L’architettura sostenibile fa progressi tanto da creare nuove proposte per gli amanti del verde e del turismo alternativo. Tra i vari esemplari sparsi nel vecchio continente l’Alpine House dei Kew Gardens a Richmond, già premiato dal Royal Institute of British Architects, ad opera dello studio Wilkinson Eyre, lo stesso del London Eye. Grazie alla particolare forma della struttura si riesce a garantire alle piante alpine un ambiente dai consumi rinnovabili, creando con i due archi un meccanismo che permette la fuoriuscita dell’aria calda. Tra gli altri luoghi d’interesse, anche la Glasshouse di Wisley, all’interno della Royal Horticoltural Society ha un estensione pari a 10 campi da tennis che permettono di ospitare 5 mila piante collocate tra passerelle su rocce e cascate, felci e specie rare visibili ai diversi livelli (comprese quello delle radici!). Ad opera dell’olandese Peter van der Toorn Vrijthoff, con Smiemans Projecten, la Glasshouse è nata per nutrire le piante ed è studiata per consentire una perfetta accoglienza dei visitatori. Tra gli esempi di recupero ambientale, l’Eden Park in Cornovaglia: sorge su una cava di argilla abbandonata, e la struttura è composta in parte da EFT, materiale plastico autopulente che pesa 100 volte meno del vetro. Ad opera di un italiano, Francesco Boglione, la prima serra ristorante al mondo. All’interno delle Petersham Nurseries, ricavate da un vecchio vivaio di Richmond a sud di Londra, si vendono piante, attrezzi per il giardinaggio, e si deve prenotare con larghissimo anticipo se si vuole pranzare, altrimenti ci si può accontentare della Teahouse.  Fuori dal regno di Sua Maestà, non mancano esempi di alto livello, come le serre del Weleda Naturals in Germania che 200 varietà di piante protette, tutte coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica per cosmetici e medicinali. Il progetto di Rupert Marcus riprende la lemniscata, la proiezione dell’ombra solare allo zenit, o anche simbolo dell’infinito.  Oltreoceano meritano sicuramente menzione il Grin Grin di Toyo Ito, sull’isola artificiale davanti a Fukuoka, in Giappone: 190 metri, forma a conchiglia e il verde presente anche sui tetti attraversati da camminamenti. Mentre in Minnesota il Visitor and Education Centre del Como Park Zoo di St.Paul riunisce piante e animali tropicali con una serra vittoriana.

Babcock Ranch Florida – La città ad energia solare

La città del sole esisterà davvero. Non sarà il regno dei balocchi sognato dai bambini ma un vero agglomerato urbano alimentato ad energia solare. Sorgerà in Florida, vicino Fort Myers e si chiamerà Babcock Ranch. Frutto della joint venture tra l’agenzia immobiliare Kitson & Partners e la società energetica Florida Power & Light, sarà estesa su 7kmq, con 20mila case, negozi e zona industriale. La rete wireless coprirà il territorio puntellato da colonnine di ricarica per macchine elettriche. Un impianto fotovoltaico del valore di 400milioni di dollari e con una potenza di 75 MW, addirittura in eccesso rispetto al fabbisogno, alimenterà l’intera città. Secondo Syd Kitson, Amministratore Delegato di Kitson & Partners, Babcock Ranch costituisce il modello delle città del futuro e consentirà alle aziende e ai residenti il pieno accesso alle tecnologie più innovative nel campo delle informazioni, delle comunicazioni e dei trasporti. Nel 2010 cominceranno a costruirla impiegando circa 20mila risorse umane con un costo stimato di 2miliardi di dollari.

L’icona londinese torna in pista

Autobus – Foster

I tradizionali Routemaster londinesi torneranno a percorrere le arterie della metropoli di sua maestà. Mitiche icone della scena urbana, nel 2005, per effetto di una legge molto British, furono messi fuori pista. I Double Decker, nuovi di zecca, riprenderanno servizio dopo un concorso indetto dall’azienda “Tranport of London“, vinto dalla casa automobilistica Aston Martin, insieme al genio di Norman Foster. Ecologico, accessibile, sicuro e accogliente, il nuovo autobus è stato progettato tenendo in considerazione il lay out, l’uso dei materiali, la forza motrice, l’esperienza dei passeggeri e l’impatto dell’automezzo sulle vie e l’ambiente della città. Anche gli interni sono stati studiati per dare il massimo comfort ai passeggeri e presentano imbottiture in cuoio, dove sedersi come su morbidi salotti. Al nuovo progetto non manca nulla. I passeggeri beneficiano anche di vista dalla cima del ponte attraverso un tetto vetrato che incorpora le celle solari per la generazione di energia e il filtraggio della luce del giorno, in modo  da controllare la temperatura interna. Presente anche una porta laterale che favorisce l’accesso ai soggetti con ridotta mobilità e alle famiglie con bambini. Nuovo di restyling, il simbolo di Londra nell’era moderna è così rinventato. Tornerà a percorrere le strade, con ogni probabilità, entro l’anno 2011.

L’esperienza del Monte Silo House

Due grandi silos in lamiera, utilizzati per lo stoccaggio dei cereali, oggi possono ospitare viaggiatori single, famiglie e coppie in cerca di un’esperienza nuova e particolare. La residenza del Monte Silo House a Woodland, nello Utah, è stata terminata nell’agosto 2006. Il progetto è stato curato dallo studio Gigaplex Architects. La costruzione, per come è posizionata, consente di vivere quasi un’esperienza New Age, infatti, dagli interni, è possibile godere del passaggio del fiume che segue la corrente e ascoltare il suono dell’acqua che scorre. L’esposizione a sud assicura il riscaldamento della struttura attraverso l’energia solare. La rete elettrica è incastonata tra le lastre del piano inferiore e funge da fonte di riscaldamento come prima unità energetica ausiliaria, mentre, una stufa a gas propano, regolabile via internet, ne consente lo stoccaggio. L’inferriata e lo schermo protettivo della costruzione a ponte, presenti al secondo livello, consentono di avere ombra sulla grande stanza centrale durante i mesi estivi. I letti, concepiti come “Bed in a Box” sono completi di stereo e tv a schermo piatto

VDA è su Facebook: il web 2.0 per l’ispirazione creativa

Architetti, amici, sostenitori e fedeli estimatori dell’architettura sostenibile, da qualche settimana a questa parte, seguono Viaggi di Architettura anche su Facebook, il social network con più di 56 milioni di utenti al mondo. Oltre alla pagina standard, dove vengono dirottate le news dal mondo dei Viaggi di Architettura, anche un gruppo specifico segue le novità e le offerte proposte.
E il mondo web 2.0 diventa sempre più interessante. VDA, in coerenza con i principi che la ispirano, segue l’entusiasmo di Eric Corey Freed, titolare dell’orgaicARCHITECT, uno studio di architettura e consulenza a San Francisco, California, con oltre 15 anni di esperienza nella progettazione e architettura sostenibile. “Le opportunità che le tecnologie web 2.0 offrono- sostiene Freed- sono quelle principalmente di creare nuovi modi di collaborazione ed ispirazione creativa. All’improvviso una singola persona con un’idea radicale è in grado di convocare il potere di cento o migliaia di persone a lavorare insieme per realizzarla. Guarda i meravigliosi sforzi di Architecture for Humanity e il loro Open Architecture Network“. VDA vuole così ispirarsi a voi e condividere progetti e lavori innovativi nel segno della sostenibilità, dell’ecologia e della responsabilità sociale.

La Butterfly House e i dieci comandamenti

E’ una casa bozzolo, trasparente, costruita come la crisalide di una farfalla. E’ la Butterfly House creata da Laurie Chetwood e ubicata nel sud est dell’Inghilterra. Rappresenta una risposta alle crisi che attanagliano il globo: ambientale, energetica ed economica. Le pareti in vetro preservano la riservatezza e non segnano i confini tra interno ed esterno. A basso consumo energetico, la casa farfalla è ecologica, hi tech e rivoluzionaria. Clive Aslet, direttore della rivista Country Life e autore di The English House, a proposito della Butterfly House, formula il decalogo della dimora del futuro che sfrutta fonti energetiche alternative e tutela l’ambiente. A prova di privacy; verde; raggiungibile senza bisogno dell’auto; costruita  per rispondere al cambiamento climatico con  pareti spesse e finestre piccole, per tenere fuori il freddo d’inverno e il caldo d’estate; con un orticello in cui coltivare un’agricoltura “fai da te”, sufficiente per il fabbisogno di chi ci abita; priva di plastica, con un ritorno al legno e all’arredamento riciclato; esteticamente semplice, minimale ed essenziale; immersa nella natura; hi tech e culturalmente rivoluzionaria.
Foto di: Edmund Sumner

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