Categoria: Architettura

Napoli: da discarica urbana a salotto chic

Dominique Perrault, l’archistar francese, ha un obiettivo: riqualificare il capoluogo campano, riportare agli antichi fasti una città sepolta da una “munnezza” reale e simbolica. “Trasformerò la qualità dello spazio urbano e sociale di Napoli –  ha dichiarato nel penultimo giorno di lavori del Congresso mondiale dell’architettura di Torino”. La sfida consiste nel fare della pericolosa e abbandonata Piazza Garibaldi, l’area principale di transito cittadino, il nuovo centro di Napoli. Nell’area di Garibaldi – uno spazio di 400 metri per 160 – si concentrano cinque stazioni: quella ferroviaria, due linee della metropolitana, la circumvesuviana e la futura stazione dell’Alta Velocità. All’esterno, c’è uno degli snodi principali per i mezzi pubblici.
Il restyling (che dovrebbe essere pronto alla fine del 2009) punta sulla costruzione di un «salotto alle porte della città» su due livelli: una galleria di collegamento tra la città superiore e il nodo di interscambio inferiore, illuminata con luce naturale, con centri commerciali, negozi, bar, ristoranti, e circondata da alberi metallici.

La stazione di Bologna in mano ad Arata Isozaki

Arata Isozaki è il vincitore del concorso internazionale di progettazione architettonica per il completamento della Stazione Centrale di Bologna.
Bandito nel giugno 2007 dal Gruppo Ferrovie dello Stato, il concorso si proponeva come obiettivo la realizzazione di una nuova centralità urbana, una “porta di accesso qualificata, funzionale ed integrata per la città di Bologna e per il sistema metropolitano e regionale”. Gli elementi architettonici di Isozaki, una scatola trasparente sopra i binari destinata a ospitare il nuovo complesso integrato di stazione e un paesaggio artificiale che ospita nuovi percorsi di collegamento tra parti di città separate dalla ferrovia, si propongono di ricostruire la maglia urbana fino ad oggi interrotta. Il complesso della nuova stazione è formato da diversi elementi volumetrici articolati in modo da ospitare tutte le funzioni previste: i singoli volumi si rapportano in altezza ed estensione degli edifici circostanti, senza altezze emergenti e senza segnalare in modo particolare l’accesso verso Piazza XX Settembre. All’interno, un condensato di città, sia per gli usi sia per l’organizzazione degli spazi.

La bizzarra Price Tower: l’albero fuggito dalla foresta

Progettata dall’architetto Frank Lloyd Wright, la Price Tower di Bartlesville, in Oklahoma, ha celebrato nel 2006 il suo 50° anniversario. La Torre fu definita da Wright “l’albero fuggito dalla foresta” perchè il progetto, originariamente concepito negli anni ’20 per la città di New York, finì per essere realizzato nella prateria dell’Oklahoma. La struttura dell’edificio richiama infatti quella di un albero, con i 19 piani che si allargano (come rami) a partire da un unico pilone centrale (il tronco), e con i muri che pendono dai soffitti come tende (o foglie). Struttura plurifunzionale, attualmente è in grado di ospitare uffici amministrativi, 21 stanze d’hotel disegnate dal noto architetto americano Wendy Evans Joseph, un ristorante e bar, un museo, art gallery e shop. La Price Tower è visitabile. Tour della durata di 30 minuti consentono l’accesso del pubblico, dal martedì al sabato, ai piani 5° e 19°; gli interni dell’edificio sono ritenuti di particolare interesse. Iscritta nel National Register of Historic Places, la Price Tower è uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura di Frank Lloyd Wright.

Palafitte principesche

Il sovraffollato principato pianifica un nuovo quartiere su palafitte.
Il Principe Alberto II, succeduto al padre nel 2005, sta scommettendo su un progetto molto azzardato: espandere il territorio di Monaco (meno di un miglio quadrato) costruendo un quartiere fuori nel mare. Come le isole artificiali di Dubai, diventerà un polo di attrazione mondiale per il turismo, ma non sarà un’isola costruita nel mare, bensì si estenderà come una penisola su palafitte, ispirandosi alle torri petrolifere.

Maxi cubo di cristallo per l’arte contemporanea

Il Museion, il nuovo spazio di arte contemporanea di Bolzano, è un maxi cubo di cristallo con facciate trasparenti e concave. Spettacolare la vista sui tetti e sulle cime del Rosengarten. Incastonato nel centro di un capoluogo di provincia di 90 mila abitanti, non sembra un museo: enormi sale candide che guardano all’esterno e un ponte che lo collega ai prati verdi sul fiume Talvera. Dispone di biblioteca d’arte, caffetteria, shop, atelier e sale di lavoro per gli artisti.

Spagna terza al mondo nel turismo

E’ la nuova porta del cielo, il «Terminal 4» di Barajas a Madrid che accoglie grandi flussi turistici internazionali.
Lo spazio luminoso, ideato da Richard Rogers, conferma la sua visione gioiosa dell’alta tecnologia. La folla dei viaggiatori è catturata dall’emozione plastica trasmessa dalla luce zenitale filtrata dai brise-soleis, incastonati negli oculi ellittici che bucano l’onda sinuosa della copertura, sospesa su coppie di pilastri d’acciaio arditamente inclinati e colorati di giallo.

Watford UK- Clarendon muse: Il nuovo auditorium in un cubo di ghiaccio

La musica, nei sobborghi inglesi, ha nuove pareti di vetro. Denominato dagli abitanti “il cubo di ghiaccio, l’innovativa costruzione del Watford Music Centre, nata dalla joint venture tra Watford Grammar School for Boys e il Royal College of Music, qualifica la periferia urbana dell’Herfordshire, in Inghilterra, distante solo 34 km da Londra.

Parigi: Restyling per la Torre Eiffel

Serero Architects ha vinto la competizione lanciata per festeggiare i 120 anni della torre, che consiste nel ridisegnare la reception e i vari piani della Torre Eiffel. Il progetto di Serero prevede un espansione di 300 metri quadrati dell’ultimo piano, da 280 m2 a 580.

Zenith targato Fuksas

E’ Massimiliano Fuksas vincitore del concorso di progettazione indetto nel 2003 dalla città di Strasburgo per la realizzazione dell’edificio che riunisce le più importanti strutture ludiche del paese dedicate alle tourneé degli artisti nazionali ed internazionali.
Una enorme ellisse metallica rivestita in stoffa arancione emerge da uno scenario urbano orizzontale, un’area periferica in via di trasformazione, affermando la propria presenza colorata nel paesaggio. “Uno Zénith per Strasburgo” rappresenta il quindicesimo edificio del marchio francese di sale concerto. I prossimi Zénith saranno realizzati a Saint-Etienne e a Saint-Denis de La Réunion.

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