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Londra Olimpica

La XXX Olimpiade nel 2012 sarà a Londra dal 27 luglio al 12 agosto 2012 e Viaggi di Architettura già organizza itinerari specifici per architetti e tecnici, industriali e imprenditori nonché per tutti gli interessati che vogliano visitare il Parco dei Giochi e la metropoli inglese.

Partenze ogni mese in pacchetti da 3 a 6 notti di Viaggi Studio ed Aggiornamento Professionale per piccoli gruppi con visite guidate da architetti ed ingegneri italiani residenti in loco.

Un’esclusiva visione delle ultime urbanizzazioni della metropoli ma anche l’occasione di poter avere un’osservazione dettagliata dei singoli edifici come il Wembley Arena di Rod Sheard, Wimbledon All England Club di Norman Foster, Velodromo dello studio Hopkins Architects, Aquatic Center di Zaha Hadid, l’Energy Center di John McAslan, l’Handball Arena di Make e il Media Center di Allies & Morrison, oltre a molte altre infrastrutture costruite appositamente per l’occasione.

Urban Italy, il migliore blog italiano del 2011?

Felici di sapere che il nostro blog Urban Italy è stato inserito nel Short List del prestigioso Premio Web Italia 2011.

On line da sette mesi ed è già nella lista dei top, in gara con i grandi nomi del web italiano; grazie ai suoi argomenti, interamente in lingua inglese, ma di fattura totalmente Made in Italy, in toni antidemocratici e soggettivi con consigli ed idee originali e personali di ciò che è nuovo e di tendenza in Italia.

Miglior tour operator in Italia‘ per Cool hunting e per Vogue.it è ‘Il nuovo blog di arte, eventi e hotel fuori dai circuiti di massa‘.

L’ideatrice, Mikaela Bandini, dice: “Entusiasta di trovare così tante persone che apprezzano il nostro lavoro e le nostre idee, dandomi un’ottima scusa per viaggiare per il Paese e la grande opportunità di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, che seguono i nostri consigli di viaggio spesso non convenzionali sul b-side dell’Italia di oggi.”

La cerimonia di premiazione al PWI si terrà a Cava dei Tirreni (SA) il 10 settembre e nel frattempo è da tenere d’occhio i ‘Mi Piace‘ dal sito PWI di Urban Italy!

Prossima partenza: India

15 giorni tra sacro e profano in un Paese pieno di meraviglie con partenza il 31 agosto da Milano con volo diretto per Dehli

Rajasthan, Agra e Chandigarh, è l’itinerario per l’India del nord che più conferma il “vissuto immaginario” del viaggiatore con le sue grandi regge, le sue possenti fortezze, le sue popolazioni fiere e colorite, una miriade di siti protetti dall’Unesco e tanti luoghi culturalmente interessanti ed intriganti.

Tokyo conferma UIA 2011

Ribbons for Japan by John Pawson

Con una comunicazione ufficiale sulla pagina dell’evento UIA 2011, il JOB (Japan organizing Board) esprime le sue condoglianze alle vittime del recente terremoto e dello tsunami che si è verificato nel nord-est del Giappone. Ringrazia inoltre i numerosi architetti che da tutto il mondo hanno inviato messaggi di condoglianze, cordoglio e sostegno a tutto il popolo Giapponese che si trova ad affrontare questa immane tragedia.

Nondimeno comunica che i preparativi per l’organizzazione del 24° Congresso Mondiale di Architettura (UIA2011Tokyo) continuano a progredire, nell’attesa di accogliere ed ospitare tutti i partecipanti che intendono visitare il Giappone per l’evento. Durante il convegno naturalmente si avrà anche l’opportunità di discutere di questa recente calamità che riguarda l’architettura, e ci saranno molteplici occasioni di scambio di idee sulle probabili soluzioni alle sfide presentate agli architetti.

VDA non rinuncia a partecipare all’evento ma ha ridotto il numero di posti prenotati e sta ritrattando le tariffe dei pacchetti proposti per UIA Tokyo 2011.

Nella foto il “fiocco per il Giappone” creato dall’architetto John Pawson per sostenere le popolazioni colpite.

Nasce Urban Italy

di Mikaela Bandini

Primogenita di Viaggidiarchitettura. Capricorno. Decisamente femmina.
Ho deciso di vestire i panni di Urban Blogger per dare alla luce la nostra nuova creatura che attraversa l’Italia dei luoghi non comuni. Da straniera che vive in Italia da vent’anni ho sempre notato la mancanza di informazioni aggiornate e accattivanti per viaggiare nel Bel Paese.
Urban Italy è una versione 2.0 delle mie Moleskine, dove sono riportati i luoghi dove andare e le cose da fare come avrei voluto che qualcuno mi mostrasse anni fa, quando sono arrivata in Italia.
Preciso che non faccio collezione di magliette degli Hard Rock Cafè e, con tutto il rispetto per i monumenti e gli scavi, cerco qualcosa di un tantino più contemporaneo quando viaggio in Italia e nel mondo.

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Da consumata multitasker quale sono, ho messo a frutto i miei tempi morti nel corso del 2010, specie sui voli a lungo raggio e nelle noiose attese negli airport- lounge arredati con pessimo gusto, per iniziare a raccogliere una lista di siti tra i miei preferiti. Indirizzi da insider, consigli molto personali e spunti antidemocratici di quello che piace a me dell’Italia. On line da pochi giorni, con quel pizzico di presunzione che ci contradistingue, Urban Italy ambisce a diventare un privilegiato punto di riferimento per nomadi urbani in giro per il vecchio stivale. Tra i suggerimenti proposti: piccoli boutique hotel, consigli per acquisti alternativi, tutto quello che è vintage e perchè no, anche un pò trash. Per realizzare tutto ciò ho messo insieme una lista di amici e amici-di-amici: architetti, designer, giornalisti e soggetti creativi e radical chic che si prestano a fare da “Ciceroni” a tutti coloro che ci contatteranno. Ah, quasi dimenticavo: Urban Italy è ovviamente i-friendly con grafica e setting ottimizzati per il tuo i-phone e i-pad.

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AAA Cercasi Draghi Urbani
Sono le persone che fanno la differenza. Per citare il mitico Richard Branson, patron della Virgin, per avere successo ci vogliono tre cose: ‘Good ideas, Good people, Good luck‘. Idee da queste parti ne abbiamo tante e un pizzico di c*** non ci è mai mancato. Ora cerchiamo “Good people“. Il progetto Urban Italy prevede guide-non-guide, draghi urbani, moderni Ciceroni. Dove non ci vuole laurea, master o phD cerchiamo invece passione, conoscenza approfondita di aspetti legati all’architettura, al design, alle nuove tendenze, o per farla breve, al patrimonio urbano contemporaneo. Ovviamente anche un’ottima conoscenza dell’inglese.
Cerchiamo ciceroni per bar hopping, personal design shoppers e guide ad-hoc per i nostri clienti stranieri in cerca del b-side delle città italiane, delle tendenze e novità, accompagnatori urbani specializzati da aggiungere al nostro database di amici e amici-di-amici in Italia, che già ci forniscono assistenza e vari tipi di servizi per i nostri gruppi.
Vuoi provare? Diventa Cicerone per Urban Italy! Inviate dati, curriculum e foto a anne@viaggidiarchitettura.it.

Contribute
Conoscete luoghi interessanti o iniziative emergenti, siti di design industriale o bar hopping, avete voglia di mostrarci gli angoli segreti della vostra città o informarci sui vostri progetti, luoghi preferiti o negozi trendy? Mandateci il vostro materiale, le vostre idee, le vostre proposte e provate a collaborare con noi.
Ci interessa tutto ciò che riguarda l’architettura, il design, la moda, le nuove tendenze che raccontano l’evoluzione urbana delle città, delle aree metropolitane, dei luoghi dedicati all’arte, al cibo, tutto naturalmente Made in Italy. Non ci inviate cose scontate……siamo molto selettivi!

Perche l’asso di bastoni?

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Le carte napoletane come simbolo della cultura italiana, un emblema intramontabile di un patrimonio con un design che risale a 300 anni fa e che trovo incredibilmente attuale tutt’oggi. L’asso di bastoni è forse uno dei segni popolari più kitsch che ci sia. Un simbolo, come Viaggidiarchitettura e Urban Italy, che nasce dal Sud e viene utilizzato in tutto il bel paese.
Tutti vorremmo avere un asso nella manica quando viaggiamo, quell’informazione in più, quella curiosità da soddisfare, l’indirizzo giusto per quello che cerchiamo. Ecco il nostro asso, un simbolo che parla inglese con marcato accento italiano. Da non trascurare quel retro ‘Fornasettiano’, creato appena 200 anni prima che nascesse Fornasetti.
E poi molto umilmente… Asso piglia tutto!

Decolla l’Architettura: Airport Design

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Un nuovo linguaggio fatto di leggerezza, trasparenze e tecnologie all’avanguardia; spazi che sembrano più adatti ad ospitare arte contemporanea che passeggeri in transito.
Sono i nuovi terminal creati per viaggiatori sempre più esigenti e per flussi di passeggeri e merci in costante aumento.
Progetti affidati agli studi più prestigiosi del mondo in una gara tra paesi che mira a raggiungere nuovi standard di funzionalità, efficienza, sostenibilità e bellezza. All’interno spazi dinamici e user-friendly cablati con Wi-fi, chioschi del benessere, lussuosissime lounge e facilities per accogliere il superjumbo Airbus 380.
Si parte. Destinazione Design.

Per saperne di più: Airport Design, The Modern Airport TerminalAirport Builders.

Sondika Airport, Bilbao, Spain Santiago Calatrava, 2000

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Un’altra opera di ingegneria estrema affidata al genio di Santiago Calatrava.
L’architetto valenciano non è nuovo a progetti dedicati al viaggio. Numerosi progetti, tra stazioni, ponti e airterminal, come l’aeroporto di Lione sono firmati da lui. Le sue sculture diventano architetture che si prestano al movimento, in questo caso, al volo.
L’aeroporto di Bilbao, infatti, viene soprannominato La Palomba per la sua somiglianza ad un gigantesco volatile che sta per spiccare il volo. Il guscio è bianco e convesso, appoggiato sulle colline basche, collegato ad altri edifici poco invasivi come quello del parcheggio, discretamente posizionato tra il verde circostante.
La struttura in acciaio e cemento armato è leggera ed elegante. Il bianco predomina sui pavimenti in marmo lucido e negli spazi inondati dalla luce naturale. Soffitti alti 20 metri, in alcune zone, aumentano l’effetto dell’ ampiezza e dell’ordine, dove prevale l’essenzialità.
Sondika si aggiunge all’elenco di progetti a firma di grandi nomi a Bilbao, dopo il Guggenheim di Gehry, il metrò di Foster, un centro convegni di Siza, la biblioteca di Moneo e la torre di Isozaki.

Kloten Zürich Airport, Switzerland, Grimshaw & Parners, 2003

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In mano allo studio Londinese, fondato da Nicholas Grimshaw, noto per le sue tendenze hi-tech, il Kloten si presenta come un edificio elegante e user friendly. La priorità di Grimshaw era di facilitare il movimento del passeggero, anche nell’interscambio tra un mezzo è l’altro, dato che il sito funge da hub di collegamento per aerei, treni e autolinee.
Scale mobili portano, dalla stazione, direttamente ai 30 banchi di accettazione e proseguono verso la “plaza” dell’edificio. Luogo per shopping, ristorazione e svago, la plaza sovrasta un’enorme pozzo luce ovale che illumina i piani inferiori dell’edifico.
Per i piccoli viaggiatori, nella Nursery Oasi, cavalli a dondolo, giocattoli di legno, costruzioni, carrozzine e bambole, tavolini per lavoretti manuali, uno scivolo e videogiochi sono stati posizionati per rendere più confortevole il transito. Anche per i neonati non manca un apposito spazio completo di fasciatoi, scaldavivande, seggioloni, girelli e lettini.
Il complesso di Kloten  crea un nuovo fulcro di servizi non solo per viaggiatori e turisti in transito, ma anche per gli abitanti di Zurigo. L’aeroporto ha vinto il premio RIBA per eccellenza in architettura nel 2006.

Barajas, Madrid- Richard Rogers / Estudio Lamela, 2006

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Caos ordinato. E’ l’effetto globale che si percepisce quando si transita a Barajas. Quattrocentosettantamila metri quadrati in mano allo studio di Richard Rogers, partner di Renzo Piano, per il progetto del Beaubourg.  E’ sicuramente l’immenso tetto ondulato l’elemento più forte dell’edificio. Internamente ricoperto di strisce di bamboo smaltati con colori primari, l’ondulazione continua crea un’atmosfera di leggerezza e ampiezza. Il tetto è perforato con grandi pozzi luce che illuminano l’interno dell’edificio retto da pilastri che sembrano alberi strutturali.
Cemento armato, acciaio inox e cristalli sono i materiali utilizzati per la costruzione dell’aeroporto madrileno. Luce e trasparenza tra i vari livelli consentono ai passeggeri di orientarsi meglio.
E il caos ordinato impera: movimenti di mezzi e persone in orizzontale e verticale: ascensori, scale mobili, tapis roulant con elementi fantascientifici come gli erogatori di raffreddamento e i pannelli informativi. La sfida per l’hub spagnolo più trafficato è stata decisamente vinta. Nel 2006, anche il prestigioso premio Stirling, ne ha conclamato l’eccellenza per il disegno architettonico e l’uso di materiali che rispettano l’ambiente.

Farnborough Airport, REID architecture, 2006

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Creare il teatro dell’aviazione tra i vari edifici del complesso, in grado di evocare l’eleganza del volo e della tecnologia. Era questo l’intento dello studio REID che ha realizzato il progetto del piccolo aeroporto distante solo un’ ora da Londra.
L’edificio principale, quello del Terminal, copre una superficie di 4000 metri quadrati con una torre centrale alta 35 metri e ricoperta esternamente di tegole di alluminio satinate e ispirata a quelli degli aerei vintage. Gli interni sono disposti su due piani. Il secondo si presenta quasi sospeso, sopra un atrio ovale che rappresenta il cuore dell’complesso. L’atrio è luogo di incontro, di circolazione e sosta per i passeggeri. La sua natura scultorea è aperta e fluida e rende accogliente e agevole la permanenza del passeggero. Il complesso contiene anche uffici e un hangar.
Il pluripremiato edificio è stato usato come location nel nuovo film di 007 James Bond, Quantum of Solace.

Heathrow Terminal 5, Londra. Rogers Stirk Harbour, 2008

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Avanguardia, efficienza, funzionalità e sostenibilità: è questo il risultato del nuovo Terminal 5 di Heathrow, a Londra. Uno dei progetti edili più ambiziosi realizzati nel Regno Unito. La sfida è stata vinta non solo per l’ottimizzazione degli spazi dell’immensa struttura, ma anche per la dotazione tecnologica dei sistemi informatici e delle apparecchiature hardware e software.
Per ridurre l’ansia di viaggio ai 30 milioni di persone che usano il terminal ogni anno, sono stati effettuati appositi studi sul comportamento del passeggero. Il livello di stress risulta più alto durante la fase di check-in, quindi, gli spazi dedicati ai banchi di accettazione sono ampi, inondati di luce naturale, con sistemi informatici avanzati e veloci.
Rogers ha seguito criteri di sostenibilità ferrei: recupero di calore industriale per il riscaldamento dell’edificio; adozione di sistemi di rinfrescamento ad emissione zero; illuminazione a basso consumo; sensori sui nastri del ritiro bagagli che riducono la velocità in caso di scarso carico; sistemi avanzati per il risparmio di acqua e riciclo di quelle piovane. Il terminal è dotato di uno degli spazi Wi-fi più grandi del mondo che copre una superficie larga come 50 campi di calcio.
I fortunati viaggiatori di business e di prima classe possono usufruire di una delle Galleries Lounges, sei in tutto, arredate da Davies + Baron. L’illuminazione è firmata Swarowski, il bancone dello sport bar ricoperto da una foglia d’oro. C’ è anche una zona per degustazione di vini, 3 mini-cinema, un champagne bar e travel spa che cambiano il modo di vivere le attese in aeroporto.
Un’area completa di schermi al plasma e play station per bambini, con ‘Shower Pod’ per rinfrescarsi mentre si usufruisce del servizio stiratura. Tutta l’area può ospitare 2500 passeggeri ed è allestita con una collezione di arte contemporanea appositamente commissionata da British Airways. “Tee five”, come lo chiamano gli habituè, è pronto ad accogliere la nuova flotta Airbus A380 della British Airways. I nuovi giganti alati hanno una capienza di  550 passeggeri e un risparmio di carburante del 12%. La seconda e ultima fase del progetto è prevista per il 2010 in tempo per gli Olimpiadi di Londra.

Beijing, Foster & Partners, 2008

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Il nuovo Terminal 3, disegnato da Foster & Partners, è stato inaugurato per le scorse olimpiadi in Cina. Il design rimane fortemente legato al territorio: la forma del tetto dell’edificio ricorda un drago, mentre, i colori sfoggiano un rosso imperiale, un ocra e un giallo dorato per richiamare gli elementi della tradizione cinese. Il tetto, supportato da travi e pilastri tinti con ben 16 sfumature che variano dal rosso al giallo, si alza al centro creando uno spazio drammatico, simile a quello di una cattedrale, abbassandosi ai lati per dar luogo a spazi più intimi per l’imbarco.
Un milione i metri quadrati di efficienza, sostenibilità e confort, in attesa di un flusso pari a 50 milioni di passeggeri l’anno entro il 2020. Un treno automatizzato trasporta i passeggeri viaggiando a 80km l’ora da un terminal all’altro in due minuti.
Come gli altri aeroporti firmati da Foster (Stanstead di Londra e Chep Lap Kok di Hong Kong), Beijing, nonostante la sua dimensione (quasi quattro chilometri da un capo all’altro!) su tre livelli, contempla l’uso di trasparenze: enormi vetrate e skylights ottimizzano la luce naturale in ogni punto dell’edificio per consentire al passeggero di orientarsi e avere un costante riferimento su ciò che accade dentro e fuori. L’aeroporto è uno dei più sostenibili al mondo e utilizza sistemi all’avanguardia come quello della climatizzazione integrata che minimizza i consumi.

JetBlue Terminal JFK, New York, Gensler con Arup, 2008

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Design in pista per il nuovo terminal della compagnia low cost JetBlue di base all’aeroporto JFK di New York. Il nuovo edificio è ubicato dietro lo storico terminal TWA del ’62 di Eero Saarinen. JetBlue ha affidato il progetto a Gensler, esperto di airport design con più di 50 terminal nel portfolio. Realizzato nel rispetto del precedente, il progetto comprende il ripristino e la gestione del futuristicoTWA terminal, utilizzato per le fasi di accettazione dei passeggeri e collegato al nuovo. Ottimizzazione di costi e tempi è l’obiettivo principe a cui si sono ispirati i progettisti che hanno così realizzato un edificio con soffitti bassi per la riduzione delle spese di costruzione e di gestione. Per mantenere gli aerei a terra il minor tempo possibile, gli imbarchi e gli sbarchi sono effettuati in soli 30 minuti.
Gli interni, affidati allo studio statunitense Rockwell Group, si ispirano ai luoghi trafficati della grande mela come Times Square e Central Park. Il risultato è una piazza triangolare che diventa fulcro delle attività e movimento del terminal, il cosidetto “Marketplace” che ospita ristoranti, bar e sedute informali su una tribuna- stile Yankee Stadium- dove i passeggeri possono mangiare, rilassarsi, navigare gratuitamente con Wi-fi.
Gli arredi seguono criteri low cost, il design è discreto e i colori semplici: bianco e blu come quelli della JetBlue.

Al-Maktoum Airport, Dubai, 2009

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Il terminal 3, casa della compagnia di bandiera Emirates, è stato inaugurato a fine 2008, mentre, per le compagnie straniere il completamento del terminal è previsto per fine 2009. Per ridurre i tempi di atterraggio e decollo ci saranno sei piste e otto gate attrezzati per accogliere il superjumbo A380.
L’aeroporto internazionale di Al-Maktoum farà parte del  Dubai World Centre (previsto completamento 2011): il più grande sistema logistico multi-modale integrato al mondo. Al suo completamento il nuovo aeroporto sarà il più capiente del pianeta, in grado di gestire 75 milioni di passeggeri e 12 milioni di tonnellate di cargo l’anno. Boutique, giardini zen e centri commerciali, alberghi, un campo da golf e residence …ospiteranno i viaggiatori più esigenti.
Attualmente sul progetto di DWC, ci lavorano 15 000 persone.

Jeddah Int’l Airport, Rem Koolhaas / OMA previsto 2010

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Decolla il decostruttivismo con il progetto in mano all’Office for Metropolitan Architecture guidato da Rem Koolhaas. Il sito dell’aeroporto è tra le città di Jeddah e Mecca. Il progetto di Koolhaas consiste in due nuovi edifici pronti ad accogliere un maggiore volume di passeggeri in transito verso la Mecca. L’aeroporto avrà 25 gates, alcuni dotati di servizi per l’A380 superjumbo, una moschea per 80 000 fedeli e sarà collegato a Jeddah con un treno ad alta velocità.
Il progetto prevede un terminal a forma di anello, con un oasi centrale e un tetto a forma di tenda in vetroresina bianca.
La forma rende il complesso flessibile per accogliere buoni volumi di traffico e facilita il movimento al suo interno. Un edificio simile, ma più piccolo, verrà costruito a fianco per accogliere la famiglia reale saudita e i suoi ospiti.

 

 

Architetture da vivere

Chi non vorrebbe trasformare le proprie vacanze in un’esperienza estetica a trecentosessanta gradi nell’architettura moderna? Ci ha pensato proprio l’associazione Living Architecture che per promuovere l’apprezzamento  dell’architettura moderna ha chiesto a una serie di grandi architetti di progettare delle case per le vacanze. L’organizzazione ha tra le sue intenzioni quella di cambiare la percezione dell’architettura moderna, in un certo senso di avvicinarla alle persone comuni permettendo loro di fare un’esperienza di vita quotidiana come dormire e mangiare in uno spazio progettato e pensato in tutti i suoi aspetti da uno studio di architettura famoso. La maggior parte delle persone usufruisce di questo tipo di spazi solamente passandoci attraverso quando si tratta di musei, aeroporti od uffici. Living Architecture  ha lanciato sul mercato uno standard di case per le vacanze inusuale per il mercato britannico dove il cottage era la norma. Le case costruite e arredate utilizzando i migliori materiali e le migliori tecnologie sono situate in posti affascinanti che permettono di apprezzare i vari aspetti della natura di quest’isola. I prezzi sono più che accessibili dato che parliamo di circa 20 sterline a notte. Il progetto Living Architecture nasce da un’idea dallo scrittore/filosofo Alain de Botton direttore creativo dell’associazione e autore del libro “L’architettura della felicità” che si sofferma proprio su come la qualità dell’ambiente incida sulla qualità del nostro vivere quotidiano. Con un team di esperti quale  il direttore di Living Architecture Mark Robinson anche project manager per il Serpentine Pavillion e altri esperti del settore l’associazione ha portato quasi a compimento le prime 5 case che portano la firma di MVRDV, Nord Architecture, Hopkins Architects, Jarmund/Vigsnaes Architects, e Peter Zumthor. Successivamente si prevede di costruire una casa per anno.

The Balancing Barn, Thorington, Suffolk

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Lo studio olandese MVRDV firma the Balancing Barn (il granaio sospeso) a Thorington nel Suffolk. La casa potrà essere affittata dal prossimo 22 ottobre. Già dal nome si intuisce qualcosa su questa casa che per il 50 per cento è sospesa nel vuoto, con ampie porzioni di pavimenti e muri in vetro che la rendono totalmente permeabile alla vista del paesaggio circostante fatto di boschi, stagni e prati. Progettato dagli olandesi MVRDV famosi per la giocosità di quasi tutti i loro progetti, il granaio “sospeso” si ispira alla tradizione dei granai locali e alle case su palafitte di Amsterdam. Situato a tre miglia dall’antico villaggio di Walberswick lungo la Sufffolk Heritage Coast,  vista dalla strada la sua sagoma richiama immediatamente l’ immagine di una casa tradizionale con il camino e il tetto a falda. L’edificio lungo 30 metri è sospeso con la sua parte posteriore immergendosi cosi nel paesaggio circostante del quale di può ampiamente godere grazie alle grandi finestre. Nascondendo i lati lunghi dell’edificio con gli alberi e coprendolo con tegole di acciaio riflettente la casa cambia aspetto lungo tutto il corso dell’anno prendendo i differenti colori della stagione. All’interno ci sono una cucina., una sala da pranzo e una serie di stanze da letto doppie ognuna con il suo bagno. Al centro della cucina ci sono una scala nascosta con accesso al giardino sottostante. Tutte le stanze hanno finestre scorrevoli a tutta altezza, lucernai e un pavimento di vetro. I rivestimenti dei muri e dei pavimenti sono decorati con dipinti di Gainsborough e Constable entrambi artisti originari del Suffolk, i cui dipinti sono stati campionati e manipolati dal poliedrico designer olandese Jurgen Bey il quale ha anche disegnato arredi su misura e messo insieme una collezione di pezzi di design olandese contemporaneo per arredare la casa.

The Shingle House, Dungeness, Kent

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La Shingle House porta la firma dello studio scozzese Nord Architecture Northern Office for Research & Design. Non sono ancora celebri ma hanno firmato una serie di progetti molto interessanti nel Regno Unito. La Shingle House verrà completata a settembre e potrà essere affittata a partire dal prossimo 29 ottobre. Situata nell’unica regione deserta della Gran Bretagna la casa si relaziona alla geografia del Dungeness un promontorio lunga la costa del Kent, e alle sue condizioni ambientali. La Shingle House è una casa scura semplice e monumentale. Rifinita all’esterno con le tradizionali assi di catrame della tradizione locale e all’ interno cemento e legno. Si trova vicino alla casa dell’artista Derek  Jarman. Per il resto nei dintorni c’è solo una grande spiaggia rifugio di pescatori, due fari, il capolinea di un piccolo treno a vapore e si intravede in lontananza una vecchia centrale nucleare. L’intera spiaggia è parte ora di una riserva naturale. Alan Perton direttore di NORD Architecture ha dichiarato che molte delle idee per la Shingle House sono venute proprio dall’esperienza di questo territorio singolare come se avessero filtrato elementi del paesaggio circostante nel progetto, come ad esempio all’interno il pavimento di legno color porpora che si ispira ai fiori violetti che d’estate ricoprono tutto. La Shingle House combina elementi dei cottage dei pescatori con riferimenti ai vagoni dei treni che passano da quelle parti. Una finestra nel mezzanino della casa offre una fantastica vista sul paesaggio circostante. La casa ha un bagno privato con una vasca di cemento lucido nero e una finestra posizionata ad hoc per consentire dalla vasca di avere una vista mozzafiato sul paesaggio circostante. La casa può sia aprirsi tutta all’esterno sia chiudersi completamente nelle notti invernali poiché dotata di solide imposte. Le tre camere da letto doppie e il salone con un grande camino si trovano al pian terreno. Al primo piano un’altra camera da letto e successivamente, bagno, cucina e sala da pranzo. Cucina e sala da pranzo hanno una parete di vetro che si apre su una corte privata.

The Dune House, Thorpeness, Suffolk

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The Dune House potrà essere affitatta dal prossimo 21 gennaio. La Dune House è progettatata da Jarmund/Vigsnæs Architects, uno studio norvegese attivo dal 1996 che ha completato una serie di residenze private nei dintorni di Oslo ma soprattutto ha firmato nella capitale norvegese il progetto per il ministero della difesa (2006) e la scuola di architteura (2002). La Dune House è caratterizzata da una geometria del tetto molto complicata  una reinterpretazione in chiave contemporanea dei tetti tradizionali delle case marine dei dintorni. È situata al limite sud del villaggio di Thorpeness, lungo la costa del Suffolk L’intenzione era appunto quella di creare qualcosa che si mescolasse al paesaggio circostante ma che fosse nuova. Il tetto a spioventi di questo tipo è particolarmente inglese, dice il direttore dello studio Hakon Vigsnaes. Rivestito di una lega metallica leggera colorata di arancione riflette i colori cangianti del mare e del cielo. Le finestre panoramiche al pian terreno offrono un’ampia vista del mare, pur avendo  la  sensazione di una casa annidata tra le dune. Le stanze da letto al piano superiore  hanno ognuna una piccola biblioteca e una terrazza. I materiali usati al piano terra: cemento, vetro e alluminio ancorano l’edificio al terreno mentre il piano superiore fatto di assi di legno è  più simile ad una nave e fa eco ai cottage circostanti.

The Long House Cockthorpe, Norfolk

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The long House progettata da Hopkins Architects potrà essere affittata a partire da marzo 2011. Hopkins Architects è uno degli studi da sempre all’avanguardia nel panorama inglese dell’architettura moderna, da quando  è stato fondato nel 1976. Hanno costruito molto nel Regno Unito e all’estero. La Long House vuole essere nelle intenzioni dei progettisti sensibile ai materiali locali e alle forme vernacolari pur ispirandois alla migliore tradizione moderna. .Situata ai bordi del villagio di Cockthorpe nel  Norfolk questa casa creata da due dei più grandi architetti moderni inglesi Sir Michael and Lady Patty Hopkins, si ispira alla tradizione dei granai e delle chiese del nord Norfolk con i loro muri fatti a mano in pietra. Lo  scopo degli architetti era creare una casa che si ispirasse alla tradizione locale in termini di forma e materiali ma dotata di qualità che la rendessero duratura nel tempo e assolutamente contemporanea. La Long House si espande sull’ampio e piatto paesaggio. Dal livello superiore si la vista sulle paludi e le insenature del mare del nord. La casa si distingue per i suoi muri artigianali di pietra. Una grande hall che richiama gli spazi medievali percorre la casa in lunghezza, presentando una copertura con travature in legno rinforzata da cavi in acciaio. Gli architetti si sono identificati molto con lo scopo del progetto di Living Architecture, ovvero quello di permettere al comune pubblico di vivere, mangiare, e dormire in uno spazio moderno progettato con cura e che offrisse una qualità dello spazio diversa da quella a cui normalmente siamo abituati.

The Secular Retreat, South Devon

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The Secular Retreat di cui si prevede il completamento nel prossimo inverno porta la firma del celebre architetto svizzero Peter Zumthor uno dei più grandi al mondo vincitore del Pritzker nel 2009 e autore di numerosi progetti tra cui le terme a Vals in Svizzera, e la cappella Bruder a Colonia. È un maestro dell’artigianato ed un esperto nell’uso dei materiali naturali che conferiscono a i suoi edifici quella qualità e severità che li contraddistingue. The Secular Retreat come si evince dal nome è un ritiro, uno spazio dedicato alla calma e alla riflessione. Nel South Devon tra i villaggi di Salcombe e Hallsands il paesaggio è fatto di colline dolci, valli boscose, fiumi, campi coltivati e piccoli villaggi in pietra. Qui Zumthor è alle prese con il suo primo progetto inglese: uno spazio dove le persone possano andare per staccare dalla vita di tutti i giorni, e prendersi del tempo per lavorare o riflettere. Il progetto fa uso di un cemento con una particolare lavorazione, come se fosse “battuto”, che conferisce all’edificio una massa ed una scala tipici degli edifici ecclesiastici senza tempo. Zumthor dice di essersi immediatamente innamorato del posto di aver colto un’opportunità unica per creare un qualcosa  che si fondesse e scaturisse dal paesaggio circostante. Si augura che il suo progetto sembri abbastanza british e che si fonda bene con i dintorni, provocando nei suoi ospiti futuri la sensazione di non voler più andar via.

 

Ospitalità alternativa

Sulle rotaie, negli aereoporti, oppure in movimento. Negli autobus, nei vagoni ferroviari, nei vecchi battelli. Sono gli hotel, i ristoranti e perfino le attività culturali e religiose che VdA ha scovato in giro nel World Wide Web per proporre ai suoi naviganti una lettura sui posti più strani, originali e bizzarri che fanno dell’ospitalità alternativa una vera virtù.

di Mikaela Bandini e Mariateresa Cascino

Controversy Tram Hotel and Train b&b, Hoogwoud, Paesi Bassi

Tram metropolitani e vagoni ferroviari convertiti in B&B. L’idea è di Frank e Irma Appel. Da semplici cuccette per viaggiatori notturni, la coppia li ha trasformati in confortevoli camere doppie con doccia e servizi per drink e snack. I tram che prima sfrecciavano nelle vie di Amsterdam, adesso nel piccolo paese di Hoogwoud, si presentano accoglienti e perfetti per una vacanza alternativa: quattro gli stili che li differenziano, italiano e francese per fumatori, americano e inglese per non fumatori. La vecchia carrozza, ristrutturata, studiata per quattro ospiti, con il suo stile messicano dispone di una grande jacuzzi a forma di sombrero. Non manca l’imbarcazione, con due camere doppie, dove Irma e Frank hanno provveduto a sistemare un impianto Tv e stereo per ascoltare la musica anni ’70 e ’80. Di fianco alla carrozza sorge The Appel House, nominata Controversy in onore all’album della grande rock star, Prince. Irma e Frank dormono all’interno di un autobus londinese a due piani, posizionato nel salotto di casa mentre la loro cucina è un Van francese convertito in sala da pranzo.  Tutta la loro casa è decorata con motori e armamentario d’automobile. Non mancano gli oggetti alieni, come la libreria e la videoteca a forma di ufo, cimelio di una piattaforma per l’estrazione dell’olio. Vale la pena dormire da loro per un paio di notti al costo di 60 euro a persona, per notte, incluso tasse e pulizia finale, con un’ottima colazione e il tour della loro incredibile casa.

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Jumbo Hostel, Arlanda airport, Stoccolma

Un hotel con le ali. E’ il nuovo Jumbo Hostel realizzato dall’imprenditore svedese, Oscar Dios, che ha aperto i battenti lo scorso gennaio nei pressi dell’aeroporto di Alranda a Stoccolma. Il Boing 747 della Transjet, attivo dal 1976 fino al 2002, offre un’insolita proposta, se non l’unica al mondo, visto che è il solo albergo sul pianeta realizzato all’interno di un Jumbo Jet. Ottantacinque posti letto per un totale di venticinque stanze, tutte dotate di Tv e collegamento Internet, oltre che di informazioni sugli orari delle prossime partenze dal vicino aeroporto di Arlanda. Alcune stanze dispongono di un bagno in comune posizionato lungo il corridoio, altre sono invece dotate di servizi privati. La spaziosa Cockpit Suite, ex cabina di pilotaggio, concepita per una o due persone, offre una vista panoramica e un ampio bagno con doccia. Il check-in è previsto a partire dalle 16 mentre il check-out non deve avvenire oltre le 10 del mattino. Le prenotazioni si possono effettuare sin da subito.

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Lifeboat hotel ad Harlingen, Paesi Bassi

Mare, vento e gabbiani. Nella magia della sua atmosfera, il Lifeboat hotel a Harlingen, nei Paesi Bassi, offre un’esperienza unica e particolare. La Lilla Marras, gioiellino nautico che ha partecipato a 105 operazioni di salvataggio tra il 1955 e il 1979 nei mari del nord, è stata ristrutturata e arredata per accogliere due persone a bordo. Ideale per una fuga romantica. I prezzi variano a seconda dei periodi dell’anno e partono da 229 euro a persona.

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Old Railway Station, Petworth, West Sussex, U.K.

Ideale per una scappatella campagnola, per gustare la nostalgia di altri tempi, per prendersi tempo. Comodo, anche se in cuccetta, il piccolo albergo nel West Sussex in Inghilterra, non troppo lontano da Londra, offre un’esperienza particolare. Quattro vecchie carrozze elegantemente arredate in stile coloniale, accolgono gli ospiti a caccia di intimità. Anche la vecchia stazione è stata deliziosamente restaurata e dispone di due camere da letto matrimoniali.

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The Old Station, St. Andrews Fife, Scotland, U.K.

Cuccette e vagoni letto elegantemente arredati per gli amanti del golf. Vicino alla località di St. Andrews, il BB su rotaie dispone di due lussuose suite con letti matrimoniali, bagni privati, zona lounge e terrazzino. Una delle suite è dotata anche di cucina con tutti gli accessori utili per una cenetta fai da te. Altre sei camere sono presenti nella casa adiacente e sono personalizzate con stili diversi: africano, scozzese, cinese e con giardino.  Ideale per chi intende scoprire la Scozia a piedi e in bicicletta, ma anche per chi intende rilassarsi o intrattenersi con attività sportive. Per gli amanti del golf, nelle immediate vicinanze, sono disponibili green field a prova di campione.

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Imbarcazioni e battelli in Burgundy, Francia

Sono più di 30 e galleggiano lungo i canali e i fiumi percorrendo più di 750 miglia di pittoresche rive e corsi d’acqua. Si trovano in Francia, nella zona del Burgundy, i vecchi battelli che ospitano a bordo viaggiatori romantici che adottano l’antitodo contro il turismo di massa. Tempo e relax sono a disposizione dei naviganti che scelgono un nuovo modo di concepire la vacanza.  A bordo di vecchie imbarcazioni che un tempo trasportavano spezie e mercanzie,  adesso si trova eleganza a comfort. Ce n’è per tutti i gusti: con servizio di B&B o di pensione completa e per gruppi da 6 a 20 persone. I prezzi variano da 1500 euro a persona a settimana e includono esclusivi itinerari offerti su misura con degustazioni di vino, visite ai castelli e giri in esclusivi in minivan. Alcuni sono equipaggiati anche per accogliere bambini.

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Root-Master: il bustorante londinese

Il ristorante all’interno di un vecchio ‘routemaster’ (il classico bus rosso a due piano) nel quartiere multietnico di Spitalfields a Londra, offre menù esclusivamente vegetariani. Molto alternative-chic, ha 28 coperti al secondo piano e cucina sotto. La carta delle bevende offre anche la birra biologica. Solo il servizio lascia un po’ a desiderare.

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Grubus, Matera, Italia

Autobus a due piani trasformato in teatro viaggiante. La compagnia teatrale, il Teatro delle Gru, ha usato i finanziamenti di Sviluppo Italia per trasformare un bus grand turismo a due piani in un grande e misterioso palcoscenico ambulante, rendendo particolare e inedito il contesto urbano in cui agisce. Il Grubus è un automezzo attrezzato adeguatamente che diviene sede operativa della Cooperativa Teatro delle Gru, luogo dove mostrare le proprie attività produttive itineranti, all’esterno e all’interno: spettacoli per adulti e per ragazzi, teatro musicale, eventi, laboratori di teatro, musica, arti visive, cicli di letture narrate, cineforum ambulante, mostre. Magica la scenografia che propone durante i viaggi immaginari a Lisbona, a Parigi e a Lourdes.

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La chiesa battello di St. Peter a Londra, U.K.

Il Battello di St Peter è una chiesa anglicana galleggiante nel cuore del financial district di Canary Wharf a Londra. Offre la possibilità ai fedeli di incontrarsi e organizzare eventi specifici per divulgare la parola di Dio. Il tutto mentre si galleggia e si prega.

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Eleganti sculture da attraversare: i ponti più belli del mondo

Ingegneria estrema, architettura avveniristica. Giochi di forme e materiali innovativi. Sono i ponti pedonali del terzo millennio, eleganti sculture che collegano spazi urbani e paesaggi rendendo più attraenti e vivibili vecchi e nuovi quartieri delle metropoli del mondo. Il linguaggio dei ponti pedonali sembra proporre una nuova grammatica, in cui l’involucro gioca un ruolo essenziale e determinante nella relazione con l’ambiente, con la tecnologia, con la creatività e con la comunicazione. VdA attraversa, per i suoi lettori, i ponti più belli del mondo realizzati non solo per essere percorsi ma anche per sostare, relazionarsi, esporre.

di Mikaela Bandini e Mariateresa Cascino

Ponte Padiglione a Saragozza

Scalpore, entusiasmo e ammirazione. Il Ponte Padiglione di Zaha Hadid, protagonista dell’Expo di Zaragoza, l’estate scorsa ha accolto milioni di visitatori avvolgendoli nei suoi estesi spazi “baccelli”. Come un gladiolo posto sull’acqua, il ponte che collega la nuova stazione ferroviaria della città spagnola con uno dei tre ingressi principali dell’Expo, esplora e propone nuove funzioni integrando quattro distinti spazi espositivi al suo interno. Costruito da Arup, la struttura è interamente rivestita da una leggera copertura di vetro e cemento, ispirata alla pelle degli squali, che contribuisce a mantenere costante la temperatura al suo interno.

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Ponte Padiglione, Saragozza

Der Insel in der Mur a Graz

Porta la firma dello studio Acconci di New York il progetto Der Insel in der Mur a Graz- isola sul fiume Mur, concepito appositamente per la candidatura a città europea della cultura nel 2003. Lo spazio, posizionato tra le due sponde del fiume, è un ibrido tra architettura, design e ingegneria estrema e si presenta con materiali e forme organiche di grande impatto al cui interno sono inglobati un anfiteatro per 200 persone, un bar e  uno spazio dedicato ai giochi per bambini.

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Insel in der Mur, Graz

Puente Pedro Arrupe a Bilbao

Un percorso verso l’arte. Il Puente Pedro Arrupe, opera dell’ingegnere José Antonio Fernández Ordóñez, è costruito in acciaio duplex, un materiale usato qui per la prima volta e per questo tipo di costruzioni, insieme al legno di Lapacho. Ha una lunghezza di 140 metri, una larghezza di 7 metri e la realizzazione è costata 7,4 milioni di euro. Ispirato a una lucertola che posa le zampe sulle due rive del fiume Nerviòn di Bilbao, il ponte va ad aggiungersi all’elenco di interventi contemporanei che fanno parte del progetto di restyling urbano della città basca e mette in comunicazione il Guggenheim al Campus universitario.

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Puente Pedro Arrupe, Bilbao

Ponte Reiman a Milwaukee

Rimanendo in tema, a Milwaukee, nel Wisconsin, il Ponte Reiman di Santiago Calatrava, collega l’ampliamento del Milwaukee Art Musuem con l’area di downtown. La nuova zona del museo porta anch’essa la firma del grande maestro Calatrava. Dall’altra parte del ponte un parasole gigante sovrasta e protegge il Padiglione Quadracci.

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Ponte Reiman, Milwaukee

Millennium Bridge a Londra

Nella capitale di sua maestà, in Gran Bretagna, il Millennium Bridge di Foster & Partners, sospeso a filo d’acqua, utilizza le più recenti risorse della tecnologia strutturale. Il suo ampio arco appare come un sottile nastro d’acciaio di giorno e, illuminato di notte, come una splendente lama di luce sul fiume. Otto cavi, quattro per ogni lato del ponte, si immergono per 2,3 metri oltre i 144 metri della rampa centrale. Con il suo camminamento di 325 metri, costituisce l’elemento chiave del nuovo asse pedonale che unisce la City con il trendy South Bank, dove è ubicata la Tate Modern di Herzog & de Meuron, primo dei grandi progetti di riqualificazione dei quartieri di Bankside e Southwark.

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Millennium Bridge, Londra

Limerick Living Bridge a Limerick

Il Limerick Living Bridge, nell’omonima cittadina irlandese, è stato concepito dallo studio Wilkinson Eyre. Ad elevata sensibilità ambientale, la passerella, con il suo modesto impatto visivo, crea una relazione organica tra paesaggio, ponte e uomo. La specificità del progetto risiede nella forma originale dell’impalcato che scavalca il fiume Shannon con 6 campate lunghe 44 metri. La connessione fra questi piccoli ponti, sostanzialmente indipendenti, avviene attraverso pilastri lunghi 8 metri, appoggiati su isolotti verdi. Lungo 350 metri, la sua forma fluida segue il fiume con un percorso ‘vivo’ composto da quattro pedane in legno che ospita piccoli concerti, incontri, lezioni informali e altre iniziative sociali.

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Limerick Living Bridge, Limerick

 

BP Bridge a Chicago

Il primo ponte a firma di Frank Gehry, il BP Bridge rappresenta il proseguimento del progetto che già porta la sua firma: il Millennium Park di Chicaco. Con un palco all’aperto e posti per 11000 spettatori, il BP Bridge è un meandro in acciaio spazzolato che funge non solo da collegamento con il centro, ma anche da scudo acustico tra la strada trafficata e lo spazio dedicato ai concerti.

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BP Bridge, Chicago

Webb Bridge a Melbourne

Firmato dai progettisti australiani Denton Corker Marshall, il Webb Bridge prende forma nell’area portuale di Melbourne, e intende porsi all’attenzione come opera di arte pubblica. Da una trappola per anguille tipica dei Koori (gli indigeni australiani dello Stato di Victoria), immaginata dall’artista che ha collaborato alla sua progettazione, il ponte ha poi assunto le sembianze di una rete da pesca. Sinuoso e curvilineo, nei suoi 80 metri è caratterizzato anche da un dislivello tra la sezione di ponte esistente e lo sbarco sulla banchina.

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Webb Bridge, Melbourne

I ponti liquidi ad Amsterdam

Le forme liquide dei tre ponti, concepiti dai paesaggisti pluripremiati West 8, rappresentano il legame tra Borneo e Sporenburg, due delle nuove isole residenziali dell‘Oostelijkhavengebied di Amsterdam. I ponti che collegano i nuovi quartieri della capitale olandese, ad alta densità di popolazione, sono concepiti come opere d’arte e di arredo urbano e creano un’atmosfera informale e giocosa.

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Ponti Liquidi, Amsterdam

Nescio Bridge ad Amsterdam

Nei pressi di Amsterdam, il Nesco Bridge, il ponte più lungo d’Olanda con i suoi 790 metri, si presenta come un cerniera liscia per pedoni e ciclisti. Progettato dallo studio Wilkinsoneyre Architecs, il ponte rappresenta un collegamento vitale per i residenti di IJburg, un quartiere di recente costruzione realizzato su aree bonificate a est della capitale olandese. Con il suo arco di 170 metri, è sospeso nell’aria con un sistema minimale di cavi e piloni.

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Nescio Bridge, Amsterdam

 

Architettura superdotata

La redazione di Viaggi di architettura  è composta al 100 per 100 da donne, le quali, dopo tre mesi di lunga e caldissima estate (quantomeno qui a Matera) arrivano alle porte dell’autunno in piena sindrome da Post Vacation Blues.
Scopro le colleghe con lo sguardo assorto in pensieri forse “proibiti” che, vagando di architettura in architettura, sono arrivate ad esaminare alcune creazioni di fronte alle quali ci si domanda: ma cosa avrà avuto in mente il progettista? O piuttosto cosa aveva nel profondo del suo inconscio maschile?
Un pò per gioco un pò per svago vi mostriamo ancora una volta il “lato divertente dell’architettura” che non prevede calcoli, CAD o permessi comunali.

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Yas Marina Hotel, Abu Dabi

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Torre Einstein, Postdam – foto wayfaring

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Aeroporto di Farnborough, Hampshire – foto bestbuildings

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Torre Agbar, Barcellona – foto marriland

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Rendering di High Cropolys Hotel a Dubai

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Dettaglio Parco Guell, Barcellona

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Shinjuku Tower, Tokyo

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Water Tower in Ypsilanti, Michigan

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Edificio in Ucraina

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