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Wired si tinge di rosso elvetico

Wired si tinge di rosso, rosso come lo sfondo della croce nella bandiera svizzera. Non è un caso, infatti, che con 6 semplici passaggi nel magazine viene presentata una visione concisa della Svizzera come meta di viaggio da tenere in considerazione.

La Svizzera a noi di VdA è molto cara per i diversi percorsi urbani dedicati all’architettura contemporanea, che in precedenza abbiamo argomentato con un tour a Basilea – Ronchamp e ampiamente trattato attraverso il portale (nostro partner) Milan Expo Tours.

È giusto parlando dell’Expo di Milano che un viaggio alla scoperta della Svizzera è certamente un arricchimento dato dalla sua vicinanza con il capoluogo lombardo. E come afferma Nussli, l’azienda responsabile per la parte costruttiva di alcuni Padiglioni dell’Expo 2015, assieme a Germania e Kuwait, il paese elvetico è tra quelli che sono in consegna definitiva del padiglione, in tempo per la data dell’inaugurazione (1 maggio 2015) dell’Esposizione Universale.

Per chi fosse interessato all’argomento Expo, teniamo a sottolineare che il Gruppo Nussli sarà, durante la manifestazione di Expo Milano 2015, responsabile della gestione operativa dei padiglioni Kuwait, Stati Uniti d’America e Vanke, dei quali potete trarre approfondimenti.

Nantes | Hub Créatic di Tetrarc

Tetrarc Agence d’Architecture ha progettato a Nantes il Hub Créatic, che accoglie 70 giovani aziende che sviluppano applicazioni digitali. L’edificio dalle vivaci facciate gialle offre alle imprese start-up uno spazio di lavoro a canone ridotto, raccolto intorno ad un vasto atrio, il cui disegno spaziale favorisce la comunicazione e la sinergia dei vari progetti.

Il concept dell’edificio riflette la destinazione tecnoalogica dell’edificio, un settore d’eccellenza per la città francese, con oltre 700 aziende operanti nel campo delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione che offrono 18.000 posti di lavoro. Hub Créatic è stato inserito all’interno di La Chantrerie, il campus che ospita istituti pubblici e privati di istruzione superiore come l’Ecole Nationale Supérieure des Mines, l’Ecole Supérieure du Bois, l’Ecole de design Nantes Atlantique, il Politecnico e l’Ecole d’Ingénieurs de l’Université de Nantes.

L’architettura del nuovo edificio con le finestre a forma di nido d’ape e dal color miele rimanda all’immagine di un alveare con la sua intensa attività e produttività, come punto di riferimento per gli oltre quattrocento utenti giornalieri, per i clienti delle start-up e per i partecipanti degli eventi e incontri che vengono organizzati al suo interno.

Venezia | L’Aquila in Biennale di Sarti e Faraone

Il progetto di ricerca presentato alla sessione Monditalia della Biennale di Architettura di Venezia si intitola ‘L’Aquila post-quake landscapes’.

Nato cinque anni fa da Andrea Sarti, fotografo, e Claudia Faraone, architetto, il progetto nasce dall’osservazione sul campo delle trasformazioni urbanistiche e del paesaggio del territorio aquilano in seguito al fortissimo terremoto del 2009. Il disastroso evento che ha lasciato la città inagibile per anni, “dimenticata”, “abbandonata”, “sospesa” e “divisa”. Il capoluogo abruzzese è sempre stato una città territorio, con un centro storico, uno dei più grandi d’Italia, fortemente connesso con i paesi circostanti. In seguito all’evento disastroso del 6 aprile 2009 però ,si è aperta una crepa profonda nella storia e nello sviluppo urbano della città. I provvedimenti post-emergenza e gli interventi di ricostruzione si sono concentrati sul territorio circostante, lasciando il centro del capoluogo vuoto, sospeso nel tempo. Gli spazi urbani e i paesaggi hanno subito rapide trasformazioni, tanto da toccare e modificare profondamente anche le abitudini degli abitanti. Le misure di ricostruzione hanno avuto un forte impatto sull’ambiente edificato alterando sia l’architettura locale che l’intero paesaggio. Attraverso il proprio lavoro, gli ideatori del progetto hanno voluto raccontare le trasformazioni che il territorio aquilano ha subito negli anni della caotica ricostruzione, dai grossi interventi del Progetto C.A.S.E. a quelli più esigui dell’autonoma sistemazione dei locali. Naturale conseguenza, la deframmentazione del paesaggio ed un’occupazione quasi totale di quegli spazi rimasti liberi, con la creazione di un tappeto continuo di case che si espandono sul territorio.

Lo studio si compone di un saggio fotografico realizzato da Andrea Sarti ed una raccolta di testimonianze di buone pratiche di ricostruzione fisica e sociale di un territorio, pubblicate anche su un sito web che durante i sei mesi raccoglierà una serie di esperienze e microstorie che saranno poi pubblicate dalla casa editrice Professional Dreamers.

Foto per gentile concessione di Andrea Sarti.

Mantova architettura, maggio 2014

In occasione dei 20 anni del Polo territoriale del Politecnico di Milano, Mantova regala a studenti e cultori un evento denominato ‘Mantova architettura, maggio 2014’ dedicato all’architettura con anche appuntamenti in città e in provincia.
La cittadina lombarda ha offerto un intreccio di esperienze di livello internazionale a partire dalle conferenze nel Tempio di San Sebastiano tenute dalla Cattedra Unesco con Carrilho da Graça, Alberto Campo Baeza, Quintus Miller e Gonçalo Byrne a cui sono seguiti numerosi eventi, convegni e lezioni aperte. Ma il fiore all’occhiello del ricco calendario è stata la mostra “Mantova school of architecture” ospitata nell’affascinante Casa del Mantegna, divenuta un attivo centro d’arte.

La mostra, da poco conclusa, è stata l’occasione per ammirare i lavori della Scuola di Architettura mantovana; protagonisti i grandi architetti del ‘900 come Nervi, Aldo Rossi, Giorgio Grassi, Edoardo Souto de Moura. “Mantova ha dimostrato di essere il cuore di una cultura internazionale – ha osservato Federico Bucci Prorettore del Polo di Mantova – e lo fa anche ponendo mestri e allievi sullo stesso piano, stimolandoli partendo dagli antichi maestri, perché la tradizione è il punto di partenza di ogni nuova buona idea.”

La stessa sede rinascimentale ha ospitato nel suo cortile anche tavole rotonde di Luciano Semerani, Luigi Spinelli, Walter Angonese e Quintus Miller. Un ottimo modo per celebrare il Politecnico ed offrire alla città e ai suoi visitatori un mese di rilievo internazionale interamente dedicato al dialogo sull’architettura.

Perth | Mattisse Beach Club di Oldfield Knott Architects

Jenlin Chia e il suo team di architetti Oldfield Knott, ha recentemente inaugurato il suo ultimo progetto: l’esclusivo Matisse Beach Club sulla splendida spiaggia di Scarborough, Perth, Australia.

Il nuovissimo club, di 2000mq, coniuga glamour, design e vita da spiaggia con un design moderno e impianti di ultima tecnologia. Il beach club offre una svariata gamma di servizi, dalle cabine chic, ai lettini da spiaggia, da informali sale da pranzo, tutto coronato da una piscina circondata da palme con vista mozzafiato sull’Oceano Indiano. Il look minimalista e moderno del locale, realizzato in cemento e legno, è messo in forte contrastato dai neoni e i colori sgargianti che caratterizzano gli interni delle cabine.

Il Rosa, il giallo, il verde smeraldo e il viola spiccano sui colori tenui di soffitti, pavimenti e il bianco degli arredi. Pezzi di design come i tavoli Adan di Vondom e le sedute di Teresa Sapey, le sedie Vertex di Karim Rashid e le sdraio by Faz Collection e l’ illuminazione di Ramon Esteve sono stati accuratamente  scelti dai progettisti per redendere il locale originale ed unico nel suo genere.

Milano | Design Film Festival 2013

Milano, oltre ad essere la capitale indiscussa della moda è anche quella del design, che grazie al grande schermo da quest’anno potrà coinvolgere un vasto pubblico non solo di appassionati e professionisti, ma anche di semplici curiosi.

Stiamo parlando della rassegna internazionale sui migliori film e documentari dedicati all’architettura e al design, da oggi fino a domenica 6 ottobre presso il cinema Apollo, in programma per l’edizione zero del Milano Design Film Festival. Una kermesse speciale arricchita da dibattiti ed eventi collaterali con la partecipazione di designer, archistar, produttori, registi, critici, docenti, studenti ed esperti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Grazie agli organizzatori – Antonella Dedini, fondatrice di MiCue Milano Design, e la fondazione americana no profit Design Onscreen, con il Patrocinio del Comune di Milano – e agli sponsor, l’evento è aperto al pubblico gratuitamente.

Un’occasione per un viaggio verso Milano che forse potrebbe dare in mano a molte persone la possibilità di conoscere il significato di progettare una casa, ripensare un’area urbana o disegnare persino una sedia e andare oltre al semplice montaggio di un mobile Ikea.

Torino | Itinerari con Comunicarch

Comunicarch, studio torinese specializzato nella comunicazione dell’architettura, da quest’anno propone una serie di itinerari di architettura contemporanea a Torino e dintorni:

Torino contemporanea: 1990-2012
A partire dal Piano regolatore di Vittorio Gregotti (1995), Torino è diventata città-laboratorio della ricostruzione post-industriale. Le direttici del cambiamento sono molteplici, ancora in corso, e stanno lasciando importanti segni sul territorio: il grande attraversamento nord-sud che riqualifica le aree circostanti (le 4 «Spine»), le Olimpiadi invernali del 2006 e le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia sono solo alcuni degli elementi di questa stagione di grandi cambiamenti.
L’itinerario propone i luoghi più significativi della nuova Torino.
Partendo dalla zona ex industriale di trasformazione a nord, con Parco Dora (Latz+Partner, 2011) e i suoi dintorni (con la Chiesa del Santo Volto di Mario Botta, 2006, e l’Envy Park di Emilio Ambasz, 2005), si scende verso il centro città passando per il Cineporto (Baietto, Battiato, Bianco, 2008) e la nuova sede delle facoltà di Scienze politiche e Giurisprudenza (Foster&partners, Maire Engineering, Camerana and partners, 2012). Poi, il nuovo Museo del Cinema nella Mole Antonelliana (François Confino, 2000) e l’area di trasformazione nel centro della città, con la stazione Alta Velocità di Porta Susa (Arep e Silvio D’Ascia, 2012) e il grattacielo Intesa San Paolo (Renzo Piano, in costruzione). Passando per Spina centrale (Vittorio Gregotti, 2001), si arriva alle principali opere olimpiche (2006): il Palasport (Arata Isozaki), l’area internazionale presso gli ex mercati generali (Camerana&partners, Steidle, Diener&Diener), l’arco (Hugh Dutton Associés) e l’Oval (Hok). Da qui il passato industriale cittadino si riallaccia nuovamente con il futuro: il recupero della ex Carpano con la prima sede nazionale di Eataly (Negozio Blu, 2007), il complesso del Lingotto con la Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli (Renzo Piano, 2002) e, più a sud, l’appena rinnovato Museo dell’automobile (Cino Zucchi, 2011).

Itinerario «Pier Luigi Nervi» (Storico in una News di VdA)
Il progettista dell’opera simbolo del centenario dell’Unità d’Italia a Torino che, dopo Roma, è la città che ospita il maggior numero di edifici dell’ingegnere costruttore romano (1891-1979). Dal Palazzo del Lavoro (1961), l’itinerario conduce a ritroso alla scoperta della straordinaria, e notissima, volta in ferrocemento realizzata nel 1948 a Torino Esposizioni per il Salone dell’Automobile, e all’adiacente, e successivo, Padiglione C (1950), fino alle Officine di manutenzione dell’Azienda Tranviaria Municipale (1954), progettate e costruite con la sua impresa. Il tutto inquadrato nel contesto della storia cittadina, italiana e nella biografia, internazionale, del progettista.

Itinerario «Carlo Mollino»
Il poliedrico architetto e designer torinese (1905-1973) nella sua città prediletta. Tra progetti, disegni e realizzazioni, un Mollino a tutto tondo. Dal sorprendente dancing Lutrario Le Roi (1960) alle ultime opere pubbliche, l’avveniristico Palazzo degli Affari della Camera di Commercio (1973) e il raffinato Teatro Regio (1973). Il tutto, con la possibilità di partire da un’inedita chicca: la visita all’unico, e solo, archivio dello studio, che, tra fotografie originali e bellissimi disegni autografi, permette di inquadrare l’architetto e il suo complesso modo di lavorare.
La visita è estensibile alle architetture alpine molliniane, in provincia di Torino (slittovia al Lago Nero a Sauze d’Oulx, 1947) e in Valle d’Aosta (Casa del Sole a Cervinia, 1953, e la ricostruzione di Casa Capriata a Gressoney St. Jean, progettata nel 1953 e mai realizzata). Ad Aosta è anche possibile vedere la casa ad alloggi di viale Maternità (1953).

Dove fare l’amore nel 2012?

Dove fare l’amore nel 2012?

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di Mikaela Bandini

Esistono degli alberghi che fanno venire voglia di chiudere le tende ed appendere il cartellino ‘Do Not Disturb’ per qualche ora, ogni qual volta metti piede in camera.
Non importa se sei a Montecarlo o a Montecatini, in piccole boutique indipendenti o in una catena multinazionale… sono ambienti caldi ed accoglienti, con tessuti lussureggianti, mai illuminazione diretta e mobili con linee morbide, decisamente molto diversi dagli spazi minimalisti e monocromatici tanto in voga negli ultimi anni.
Ahimé! Viaggio quasi sempre senza il mio compagno e quindi, ho poche opportunità di fare R&D serio sul campo, ma in questo elenco c’è il meglio delle location viste e vissute durante i miei ultimi viaggi.

La mia classifica si basa su teorie più o meno fondate con un pizzico di sensazioni “a pelle” e poi, de gustibus non disputandum est. I massimi esperti del ‘colour therapy’ assicurano che il rosso è il pigmento dell’attrazione. Rosso che accende (o riaccende?) il fuoco della passione. Può essere anche non fiammante: basta una punta di rosso per rendere l’azzurro in un lilla, il marrone in un leggero bordeaux o un tocco al bianco per creare un rosa quasi impercettibile. Materiali e mobili rigorosamente in fibre naturali: legno, cuoio, lana, cotone e seta con ovviamente nessuna traccia di fibra sintetica. Da mettere in soffitta i tessuti ‘animalier’! L’arte del Feng Shui insegna come sprigionare cariche di energia positive ed “armonia” nel luogo in cui si vive. Il dictat mette in pensione stereotipi che per anni sono stati considerati un must del sexy; ecco che fuori classifica abbiamo le camere di albergo con specchi, quegli ampi specchi in camera da letto, di fronte, sopra e a fianco al letto che fanno riflettere e infiltrare altre persone nel rapporto. No agli hotel con vasche da bagno in camera da letto (passé quindi anche quelle con doccie a vista), perché il Fung Shui insegna che l’acqua spegne il fuoco e quindi anche quello sotto alle lenzuola. Si dovrebbe inoltre, ricercare arredi in coppia o mai singoli come: due candelieri o vasi, lumi o poltrone, quadri … Gli elementi appuntiti in camera da letto producono troppo Yang e i maestri consigliano di predominare l’energia femminile dello Yin con curvilinee dolci. Anche l’elettronica produce Yang, quindi via il lampadario sopra il letto ed il pc, kindle, il tablet e lo smartphone dal comodino, possibilmente nascosti in un’altra stanza o nell’armadio. Personalmente, lo Yang non mi è mai dispiaciuto, però è meglio non correre rischi. Ecco la mia classifica per il 2012 di hotel dove fare l’amore in giro per il mondo:

Portrait Suites, Roma

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Secondo il Sunday Times Magazine, Roma è una delle città piu sexy al mondo, dove consumare le proprie “fughe erotiche”. Appena sopra il flagship di Ferragamo su via Condotti, anche se l’ingresso è più discreto in via Bocca di Leoni, si trova il Portrait Suites; un boutique hotel che rievoca gli anni ’50 della ‘Dolce vita’ romana e sfoggia un lusso tutto Made in Italy. L’ascesa di Salvatore Ferragamo nel campo dell’Haute hospitality ha visto l’inaugrazione di questa struttura con vista spettacolare sulla Città Eterna e Trinità dei Monti; 14 eleganti suite a 5 stelle dalle boiserie in sfumature di grigio e lilla, quadri ‘limited edition’ della collezione Ferragamo e tutte interamente curate dell’architetto fiorentino Michele Bönan.

Waterhouse, Shanghai

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Nella zona in forte sviluppo del South Bund di Shanghai, gli architetti cinesi NHDRO hanno trasformato una sede in disuso dell’esercito giapponese in un industrial-chic-hotel. Pareti in cemento armato, mattoni a vista e acciaio corten sono gli elementi essenziali per gli interni di un albergo di 19 camere, decorate da morbidi tessuti e pochi, ma essenziali, mobili di design dai colori decisi e di grande impatto. Dal terrace bar al 5° piano e anche dalle camere, c’è decisamente una delle viste migliori sulla città con i grattacieli di Pudong ed il fiume Huangpu.

Altis Belèm, Lisbona

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Raffinatissimo boutique hotel a due piani, caratterizzato dai suoi eleganti frangisole e sito nel quartiere culturale di Belèm. Un gioiello di design, sobrio e pieno di luce per opera dello studio Risiko (aka Tomàs Salgado & Co.). Gli interni sono adornati da tessuti lussureggianti con texture di giganti fantasie floreali, in memore di un Giappone d’altri tempi e gammature forti color ocra, porpora e bordeaux. Le camere con bagno rivestito in pietra naturale, sono in parquet e hanno tende telecomandate, che coprono vetrate 4 x 2 dalla vista a perdita d’occhio sul fiume Tago, dove sono ormeggiate migliaia di barche a vela, tutte colorate. D’obbligo la colazione a letto.

Dar Darma, Marrakesch

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Un boutique hotel nel Riad di Marrakech, antico quartiere del Moqf nel cuore della Medina. Con soli 4 suite e 2 appartamenti, Dar Darma è un recente recupero di una casa nobiliare del XVIII secolo, con i suoi elementi storici come il legno dipinto a mano, preziosi gessi, portali, pavimenti antichi e muri stuccati secondo la tradizione, cioè mai intonacati. La chiave contemporanea è presente nei tessuti e nelle tinte terrose e calde, il tutto per un’atmosfera semplice e assolutamente intima. Come vuole la cultura marocchina il patio con speccio d’acqua è nella corte centrale. Le terrazze sono salotti ombreggiati da tende, dove la zona sole è fornita di lettini e di piscina adornati da un inebriante profumo di gelsomino

A Room for London, Londra, U.K.

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Un’altra creazione di Living Architecture, noti per le soluzioni di hospitality contemporanee e funky in hotel-monolocali per tutto il mondo. “A Room for London” è un pop-up hotel a forma di barca ed ormeggiato solo per il 2012 in occasione dei giochi Olimpici (vedi programma VdA), sopra al Southbank Centre di Londra, sede del Queen Elizabeth Hall, con solo una camera da letto e spazio per due persone. Il progetto è la creazione congiunta dell’architetto David Kohn con l’artista Fiona Banner, che si sono ispirati al libro ‘Cuore di tenebra’ di Joseph Conrad. Gli interni sono dotati di tutti i comfort: enorme letto con ampio bagno, grande quanto l’intera larghezza della barca e persino una scala, che accede al piano superiore dove c’è una piccola biblioteca e la terrazza all’aperto, dalla vista panoramica eccezionale sul centro città. Ha tutte le qualità per un soggiorno surreale e seducente, peccato che le prenotazioni per le prime 180 notti sono già state vendute e in soli 12 minuti dopo l’apertura della vendita on-line. Ora c’è d’attendere la prossima apertura.

Hotel Alma, Barcellona, Spagna

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Dopo cinque anni di lifting, lo storico edificio degli inizi del 20° sec, nel bel mezzo degli Eixample, nelle immediate vicinanze del celebre viale Passeig de Gràcia, ha riaperto un paio di mesi fa con 72 lussuose camere. Restaurato completamente e conservati gli elementi originali dalle ringhiere in ferro battuto, il pavimento, il soffitto alle porte in stile francese, per salvaguardare tutta la sua storia con il risultato di un hotel piacevole ed invitante, dove la tecnologia s’insinua in discreti elementi come la “chiave” per accedere alla vostra camera da letto, e cioè tramite la scansione del vostro dito. Un look decisamente ordinato dai toni lilla, azzurro, grigio e panna con arredi minimal accuratamente posizionati su pavimenti in parquet. Camere di 40 mq ciascuna, alcune di desgin contemporaneo con testiere del letto in pelle rifinite in morbido lino, altre in stile più classico. Da tornare al più presto.

Silken Puerta America, Madrid, Spagna

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Questo hotel non è sito nel miglior quartiere della città e nemmeno vicino al centro, ma ci permettiamo di ricordarvi che non siamo qui per la Movida. Ma, per i suoi 14 piani decorati da 19 grandi designer da tutto il mondo, dove ogni singolo piano ha un suo inconfondibile stile, in grado di rendere il soggiorno un’esperienza quasi indimenticabile.
> Da fare: fermarsi al 2° piano per ammirare gli impeccabili interni di Sir Norman: parquet, letti enormi con testate in pelle di grandi dimensioni e mensole in marmo retroilluminate – materiali che l’età rende sempre più belli. Le camere disegnate da Foster sono dotate di circa 10 soluzioni di illuminazione diverse (perché molti designer sottovalutano ancora l’importanza dell’illuminazione in un hotel?).
> Da fare: presso il bar al 13° piano ci sono ottimi sundowners e tapas.
> Da NON fare: è uscire dall’ascensore al piano 4 ° dopo un paio di aperitivi serali.
> Da NON fare: tuffarsi di testa nella piscina sul tetto, perchè è profonda di appena 1,50 m.

Nobis, Stoccolma

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Il suo look sexy e scandinavo, in realtà è tutto italiano: Alessandro Catenacci, romano di nascita e primogenito di cinque fratelli di una famiglia di ristoratori, trapiantati a Stoccolma da oltre mezzo secolo, ha trasformato due edifici tradizional-borghesi in pietra nel migliore hotel di Stoccolma. In molti anni che viaggio ho sperimentato che l’eccellenza è data da un mix tra servizio, che dev’essere impeccabile, discrezione (in ogni aspetto), zona, luminosità e perfezione nell’illuminazione all’interno degli ambienti e nelle camere da letto. E qui ci sono tutti, assolutamente perfetto per il nostro obiettivo:
> colori morbidi che vanno dal cappuccino alla voluttuosa cioccolata calda, con sprazzi di viola e grigio;
> interni con mobili di design, premiati da Claesson Koivisto Rune;
> lenzuola morbide in cotone egiziano;
> letto gigante a baldacchino in suite rivestite in legno;
> migliori bar a Stoccolma con servizio in camera.

Il Crosby Street Hotel, New York, USA

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Kit Kemp è la trasformazione di ex parcheggio di SoHo in uno degli spazi più sensuali dell’hospitality di New York. E’ la prima avventura negli Stati Uniti dopo sei boutique hotel di successo in giro per Londra, con la differenza che al Crosby Street c’è una sala proiezioni in HD, che oltretutto la rende una delle favorite in città per gli amanti del cinema, con proiezioni aperte al pubblico la domenica sera. Enormi finestre come nei loft industriali, pavimenti spogliati di tutto e rivestiti in legno, caminetti e colori decisi mescolati a tessuti morbidi, che danno agli interi un luogo Biggie-Best-on-acid feeling. Stanze scultoree come la Meadow suite dalla tavolozza perfetta con soffici tappeti e porte francesi che si aprono ad un giardino segreto. Un albergo ancor più seducente per il suo carattere eco-friendly, per essere uno dei pochi in città ad avere la certificazione LEED Oro e dove si può trovare un vero e proprio orto (al 12° piano), che produce frutti da albero ed erbe aromatiche utilizzate nel ristorante.

Amsterdam + Rotterdam

Definita la Venezia del Nord per il suo sistema di canali, è una delle mete turistiche assieme a Rotterdam in programma a maggio con VdA. Capitale del divertimento e del proibito, famosa per i suoi coffeeshop e la frenetica vita notturna, Amsterdam è rinomata anche per le molteplici attività culturali, le architetture antiche e moderne, e i suoi musei (Van Gogh Museum, Rijksmuseum, solo per citarne alcuni).

Rotterdam invece, è una città creativa e prospera ricostruita quasi da zero coniugando un’anima commerciale e una umana con architetture contemporanee sperimentali come le celebri Cube Houses di Piet Blom.

Dal 17 al 20 maggio, assieme alla guida specializzata in loco, si potranno ammirare e visitare anche in bici le architetture più importanti, alloggiando in hotel di design come il Lloyd Hotel di Amsterdam, considerato “ambasciata culturale” per designer, aritisti e creativi ed il New York hotel di Rotterdam.

WDC Helsinki 2012

Centro di innovazione e luogo d’ispirazione per creativi, Helsinki per il 2012 sarà la capitale mondiale del design, insieme alle città di Espoo, Vantaa, Kauniainen e Lahti. Basta citare che nell’area metropolitana di Helsinki ci sono oltre 10.000 designer professionisti ed il 15% circa di tutti i lavori è nei settori e nelle attività “design-intensive”.

Il programma, del prossimo anno, comprenderà eventi e progetti nazionali ed internazionali, che impiegheranno il design come ampio strumento per lo sviluppo culturale, sociale ed economico.

E VdA presente con i suoi tour organizzati e personalizzati, in collaborazione al Design Forum di Helsinki, sia per piccoli gruppi (minimo 6 persone) che incentive per aziende in location legate al mondo del design come il Design Forum, il Design Museum e molto altro ancora. Grazie alla presenza di professionisti italiani in loco, i nostri gruppi saranno accompagnati alla scoperta di come il design modella e migliora ogni aspetto della vita pubblica e privata. Inoltre, i nostri partner sono Finnair ed il design Hotel Klaus K per garantire sempre servizi straordinari a costi ridotti.

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